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Eventi | 23 aprile 2018, 08:17

A "Torino che legge" alla scoperta di Natalia Ginzburg in "La corsara"

Sandra Petrignani ha presentato la biografia dedicata alla celebre scrittrice di Lessico Familiare

A "Torino che legge" alla scoperta di Natalia Ginzburg in "La corsara"

Sandra Petrignani, giornalista e scrittrice romana, è stata ospite dell'evento "Torino che legge" alla Biblioteca Civica di Torino dove ha presentato il suo libro "La corsara"- Ritratto di Natalia Ginzburg. La biografia, dedicata alla celebre scrittrice di Lessico Familiare, indaga e racconta la storia di vita che si cela dietro a questa donna sola apparentemente timida ma che nasconde un carattere battagliero e coraggioso, con opinioni "corsare". Questo ha ispirato il titolo dell'autrice, che è ora è in corsa al "Premio Strega".

Ai nostri microfoni, la Petrignani ci racconta il profondo lavoro di indagini che l'ha condotta a scrivere questa biografia dedicata a Natalia, che in Italia non era ancora presente.

Lei ha analizzato tutti i rapporti sentimentali e non che ha avuto Natalia nella sua vita, primo fra tutti quello con il primo marito, Leone Ginzburg, da Lei descritto come uno "studente brillante" non appena arriva al liceo classico Massimo D'azeglio. Ma che idea si è fatta di questo personaggio?

Una persona di una statura enorme, che bisognerebbe conoscere di più in Italia visto che ha fatto grande la nostra storia. Lui non amava essere definito come un bambino prodigio, ma fin da giovane ha dimostrato il suo talento, inizialmente solo letterario, ma poi anche e sopratutto politico. Per lui, l'Italia va liberata dal fascismo. La sua figura è enorme anche nella nostra storia culturale, perchè è il vero fondatore dell'Einaudi. Questo senza nulla togliere a Giulio Einaudi, senza il quale non si sarebbe concretamente fatto nulla. Leone è stato il pensiero, mentre Giulio il timoniere.

Uno dei rapporti chiave della sua vita è stato proprio il suo legame amoroso con Leone. Che idea si è fatta del loro legame?

Io credo che sia stato decisivo, il padre di cui aveva bisogno. Le ha dato le indicazioni per vivere, lavorare, scrivere e persino prima di morire Leone le scrive in una lettera cosa deve fare. Infatti, le dice "scrivi, lavora ed occupati degli altri". Fino a quel momento lui aveva fatto da ponte fra Natalia e gli altri. Lei, in realtà, avrebbe voluto scrivere e basta però tutta la sua vita la spende a realizzare le indicazioni di Leone. Il suo impegno di scrittrice sui giornali, era proprio la realizazzione di quel compito ("occupati degli altri") perchè sono sempre articoli che parlano della società e di come vede trasformarsi il mondo.

Nella sua analisi, ha indagato anche il rapporto tra Natalia ed Elsa Morante, legate entrambe dall'amore per la scrittura. Ma fra di loro, che rapporto vi era?

C'è stata un'amicizia vera fra loro compatibilmente con i due caratteri così diversi. Natalia, sempre ammirata verso di Lei, mentre  Elsa (con un carattere molto spinoso) è stata legata da un affetto più ondulatorio. Lei passava dalla passione sfrenata verso le persone ad una forte irritazione ed allontanamento. Però Natalia, è stata molto generosa con Elsa, standole vicino fino alla fine. La sua generosità era superiore a qualche litigio con Elsa.

Natalia entra all'Einaudi, dove assume un ruolo decisionale molto forte. Unica donna a rivestire una carica così prestigiosa. Che cosa ha rappresentato per Natalia quel lavoro?

Non sapeva che lavoro fare, perchè Leone era morto, lei era sola con tre figli, scappa da Roma e si rifugia a Firenze. Era una donna distrutta e decise di lasciare i figli alla sorella ed ai gentiori e di tornare a Roma. Trova lavora in Einaudi, casa editrice che ha da sempre frequentato. L'ha cambiata molto e l'ha arricchiata . Quel lavoro, l'ha salvata.

Lei ha letto e studiato tutti i libri di Natalia: ne ha uno preferito?

Scrivendo questo libro ho imparato ad amarla. In realtà va a momenti, è difficile. In questo periodo dire il libro "Famiglia", che è un osservazione dello sbando della famiglia ed è interessante leggerlo confrontandolo con "Lessico".

Valeria Rombolà

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