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Chivasso | 25 aprile 2018, 19:15

Castello: "La democrazia, al pari della libertà, non è mai conquistata una volta per tutte"

Le celebrazioni chivassesi per il 25 Aprile a Castelrosso e Chivasso

Castello: "La democrazia, al pari della libertà, non è mai conquistata una volta per tutte"

L'impegno per una politica attenta al bene pubblico, pulita e trasparente. E' questo il principio sottolineato dal sindaco Claudio Castello durante le celebrazioni per il 73° anniversario della Liberazione.

Il 25 Aprile si è aperto con la commemorazione in frazione Castelrosso, alla quale ha presenziato l'assessore Claudio Moretti, mentre in città, alle 9 il vice parroco don Valerio D'Amico ha celebrato la santa messa, aperta da don Davide Smiderle, che ha ricordato la figura di Gesù Cristo risorto per annunciare la vera Libertà, per tutti i credenti.

Il corteo formato da autorità e rappresentanti delle associazioni d'Arma, ha percorso le vie cittadine soffermandosi presso tutti i monumenti che ricordano militari e civili morti nel compimento del dovere, nella difesa della Patria, e durante le guerre. Un momento speciale è stata l'inaugurazione della lapide, presso la stazione ferroviaria, che ricorda tutti gli Alpini chivassesi che proprio da quella stazione, nel luglio del 1942, partirono per la Campagna di Russia.

La commemorazione ufficiale si è poi svolta nella sala consiliare di Palazzo Santa Chiara ed ha avuto come ospite speciale il Presidente provinciale Anpi, Maria Grazia Sestrero.

“La democrazia, al pari della libertà, non è mai conquistata una volta per tutte, ma è un patrimonio che ci è stato consegnato da chi ha lottato per conquistarla sacrificando la propria vita ed è nostro preciso compito trasmettere i principi sui cui si poggia alle generazioni future – ha detto nel suo intervento il sindaco Castello -.Ricordare il 25 aprile 1945 vuol dire anzitutto dare una possibilità straordinaria a chi non c'era, ai giovani, di conoscere, e di misurarsi, con la Resistenza nel suo significato essenziale: quella volontà di rialzare la testa dalla dittatura, di ridare speranza; con l’impegno ed il sacrificio di tante donne e tanti uomini, spesso giovanissimi, che combatterono eroicamente e di cui resta il segno nelle lapidi, nei monumenti, nei cippi sparsi anche nelle nostre città, nelle colline, nelle campagne, e a cui rivolgiamo un pensiero di profondo ringraziamento.

Il 25 aprile, quindi, oggi più che mai, è una data da cui deve ripartire con forza e convinzione il nostro personale e quotidiano impegno per la libertà, la solidarietà, l’uguaglianza, il rispetto delle regole. Il nostro impegno per una politica attenta al bene pubblico, una politica “pulita” e trasparente”.

La Sestrero, invece, ha posto l'accento sul sacrificio dei giovani che morirono rifiutando tutti i principi della dittatura, “E hanno sognato una Democrazia che fosse Libertà. Nel nostro Paese, la democrazia è giovane e per questo è un bene ancora delicato, ma a ricordarci la sua importanza, ci sono ancora tante donne e tanti uomini che hanno vissuto la guerra di liberazione e che hanno combattuto perchè il nostro Paese potesse avere l'orgoglio di sedersi al tavolo con le altre nazioni, libero ancor prima di aspettare la liberazione venuta dagli alleati”.

c.s.

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