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Politica | 25 aprile 2018, 11:01

Forza Nuova contro Appendino: uno striscione al Rondò della Forca

I militanti di estrema destra contestano la decisione presa dal sindaco di registrare il figlio di due mamme

Forza Nuova contro Appendino: uno striscione al Rondò della Forca

La decisione arbitraria del Sindaco Appendino di voler procedere con la registrazione del nome della compagna della Consigliera Foglietta come seconda mamma del piccolo Niccolò Pietro, è un vero attacco frontale volto a distruggere l'istituzione fondamentale della società moderna "La famiglia". In questo gesto non c'è niente di rivoluzionario e neanche di etico, questo è solo voler accontentare il capriccio di due adulti che sono consapevoli di non poter diventare genitori ma che, anche grazie alla Cirinnà, oggi possono comprare un bambino al "supermercato".

Nella notte i militanti torinesi di Forza Nuova hanno esposto uno striscione al Rondò della Forca sulla cancellata dell'Anagrafe Centrale che recita "Appendino: vuoi uccidere la famiglia". Il Coordinatore Regionale Luigi Cortese ha dichiarato "L'atto firmato dal Sindaco Appendino, oltre ad essere fuori legge, è pericoloso perché si apre così alla mercificazione del bene più grande la vita umana, non si può assolutamente far passare l'idea che chi ha disponibilità economiche possa in qualche modo comprare un bambino come fosse un oggetto qualunque, e poi pensiamo a come cresceranno questi bambini dovendosi un giorno rapportare con le famiglie dei loro coetanei formate da due genitori trovandosi così a dover chiedere come mai loro hanno due papà o due mamme, quali problemi potranno avere nella loro formazione a questo qualcuno ci ha pensato? Oppure l'egoismo prevale sulla vita del bambino?" - Cortese continua - "Lo striscione di questa notte è stato affisso per alzare il dubbio anche nei cittadini torinesi, ci sono situazioni che non vengono prese in considerazione nel nome del POLITICAL CORRECT, e noi di Forza Nuova cerchiamo di far sì che la gente riesca a superare lo steccato ideologico e del pensiero unico imposto da una società pronta ad additare con accuse di omofobia chiunque non accetti i capricci delle lobby LGBT".

r.g.

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