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Economia e lavoro | lunedì 14 maggio 2018, 18:18

Giovani, infrastrutture ed efficienza: ecco i compiti che l'industria piemontese affida al nuovo governo (FOTO)

Gli obiettivi contenuti nel documento "La visione e la proposta" presentato a Torino a 31 parlamentari piemontesi di Pd, Lega, Forza Italia e M5S in un incontro convocato da Confindustria

Più lavoro per i giovani in un Paese maggiormente inclusivo, un’Italia che stabilizza e accelera la propria crescita e che rassicura i suoi interlocutori internazionali, grazie a un graduale rientro del debito pubblico.

Sono queste i tre obiettivi che deve perseguire il prossimo Governo secondo Confindustria, contenuti nel documento "La visione e la proposta" presentato questo pomeriggio a Torino a 31 parlamentari piemontesi di Pd, Lega, Forza Italia e M5S nel corso di un incontro convocato da Confindustria Piemonte.

Il raggiungimento di queste "mission" si poggia su sei assi, che sono stati illustrati puntualmente: Italia più semplice ed efficiente; prepararsi al futuro attraverso scuola, formazione ed inclusione giovanile; un Paese sostenibile, gli investimenti come assicurazione sul futuro; l’impresa che cambia e si muove nel mondo; un fisco a supporto di investimenti e crescita; Europa miglior luogo per fare impresa.

 

"Come sistema Confindustria", ha spiegato Fabio Ravanelli presidente di Confindustria Piemonte, "crediamo che la manifattura sia il vero motore dell’economia italiana e che il nuovo Governo debba considerare l’impresa l’asset principale per creare ricchezza e trainare l’intero paese".

 

"Come Lega", ha evidenziato il deputato del Carroccio Alberto Gusmeroli, "aderiamo al progetto di Industria 4.0. Puntiamo poi", ha aggiunto l'esponente leghista, "ad un processo di semplificazione contabile e burocratica, che si accompagni ad una diminuzione della tassazione e alla flat tax: vogliamo tutelare il made in Italy".

Se la parlamentare di Forza Italia Daniela Ruffino ha ribadito l'importanza della Tav, perché "vogliamo favorire il cambiamento e questo passa dalle grandi opere", più critica é stata la posizione espressa dal deputato del M5S Luca Carabetta. Secondo l'esponente pentastellato la realizzazione di infrastrutture importanti va "subordinata ad un'analisi seria, perché se no si corre il rischio che venga prima progettata e poi fatto lo studio". Secondo Carabetta non si può fare politica industriale "se non si fa fa welfare. Io posso incentivare le aziende, ma se poi non hai mercato a chi vendi? È necessario investire nel welfare per rilanciare i consumi".

Un punto quest'ultimo su cui è intervenuto anche il parlamentare del Pd Davide Gariglio, per il quale è necessario "dare risposte a chi cerca lavoro dando occupazione, non sovvenzioni".

Cinzia Gatti

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