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Attualità | martedì 15 maggio 2018, 07:07

Con progetto Domus a Moncalieri, La Loggia e Trofarello si fa rete per aiutare anziani soli e disabili (VIDEO)

Obiettivo: aiutare a far emergere quelle situazioni grigie di disagio che portano molti anziani e malati a restare isolati, invece che chiedere aiuto alla comunità. La Compagnia di San Paolo ha investito 75 mila euro a favore dell’iniziativa. Silvia Di Crescenzo: “Vogliamo far diventare il territorio un condominio sociale”

Moncalieri, La Loggia e Trofarello decidono di unirsi e fare rete per aiutare gli anziani e i disabili. Questo è alla base del progetto Domus, presentato nella sala matrimoni del comune di Moncalieri, alla presenza dei tre sindaci, ma soprattutto delle associazioni e degli enti che hanno deciso di aderire all’iniziativa.

L’assessore alle politiche sociali Silvia Di Crescenzo ha spiegato da dove si è partiti per dare vita a Domus: “I tre comuni dell’area su di Torino contano compessivamente 78 mila abitanti e 19 mila sono over 65, quindi persone potenzialmente interessate all’iniziativa. In più, pur avendo dimensioni diverse, sono realtà che hanno un interesse comune nell’agire a favore della terza età e dei disabili”. Degli 84 progetti che sono stati sottoposti quest’anno alla Compagnia di San Paolo, solo undici hanno ricevuto l’ok per un finanziamento e tra questi undici al secondo posto c’è stato proprio Domus, a favore del quale la Compagnia ha deciso di investire 75 mila euro., con l’obiettivo di coinvolgere il terzo settore e le associazioni di voontariato per dare vita “a un grande condominio sociale, nel quale nessuno resti escluso”, come ha tenuto a precisare Silvia Di Crescenzo.

Infatti, come hanno poi spiegato sia Paolo Montagna (sindaco di Moncalieri), che Gian Franco Visca (primo cittadino di Trofarello) e Domenico Romano (da quasi un anno alla guida del comune di La Loggia) quello che si vuole realizzare con Domus è l’emersione di quelle situazioni grigie, di difficoltà non ancora conclamate, che possano portare anziani a sprofondare nella crisi, nella indigenza o anche soltanto in una pericolosa solitudine. Si è portato il caso di quelle persone over 75 che magari, rimaste vedove perché hanno perso il marito o la moglie, possono improvvisamente venirsi a trovare in difficoltà.

Per questo si vuole favorire anche la cittadinanza attiva, con la segnalazione di questi casi da parte di vicini o conoscenti che si accorgano di queste problematiche sorte magari d’improvviso, coinvolgendo anche i medici di base. Poi, grazie al contributo delle associazioni di assistenza e solidarietà, tra cui le cooperative Frassati e Il Punto, si troveranno gli strumenti adatti per aiutare queste persone. Portando magari a casa un’assistenza già presente durante un lungo ricovero ospedaliero piuttosto che portando la spesa a domicilio o fornendo un servizio di assistenza per i trasporti. Il tutto grazie ad associazioni come Auser, Covao, Sea e Carità Senza Frontiere.

L’obiettivo è, entro la fine dell’anno, poter arrivare a far emergere una quarantina di casi a rischio che ad oggi sono sotto traccia. Risolvendo i problemi prima che si possano manifestare in modo fragoroso e pericoloso per le persone stesse. Primo banco di prima sarà l’estate con l’emergenza caldo, situazione che crea non pochi disagi soprattutto agli anziani soli e ai disabili.

Massimo De Marzi

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