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Cultura | mercoledì 16 maggio 2018, 07:30

Interplay: 18 anni di danza contemporanea e uno sguardo al futuro

Presentata la nuova edizione, che si terrà dal 21 al 31 maggio. 100 artisti, compagnie da diversi Paesi e progetti paralleli

Diventa maggiorenne il festival Interplay, che arriva alla 18a edizione si conferma un punto di vista privilegiato sullo stato della danza contemporanea. Un occhio è rivolto alla produzione italiana, ma molto spazio è riservato agli autori stranieri, con residenze e collaborazioni. Il festival è diretto da Natalìa Casorati, nipote del celebre pittore novarese che fu torinese di adozione. L’arte, evidentemente dote di famiglia, si esprime anche attraverso la danza, come quella raccontata dal festival, che quest’anno si terrà dal 21 al 31 maggio, fra il Teatro Astra, che ha ospitato la conferenza stampa di presentazione, la Casa del Teatro, il Castello di Rivoli e la Lavanderia a Vapore di Collegno.

La nuova edizione ospiterà 100 artisti da tutto il mondo, fra cui 11 paesi fuori dall’Unione Europea, con 23 compagnie diverse. Nel programma, poi, si registrano ben 8 prime nazionali. Sarà “Beyond Indifference” della coreografa svizzera Tabea Martin ad aprire il calendario, il 21 maggio al Teatro Astra. Lo spettacolo sarà preceduto da “Crossword” di Matteo Marfoglia (ore), cui seguirà un piccolo aperitivo.

Molto importante l’evento del 22 maggio, che, secondo la direttrice, “presenta il meglio della produzione italiana in questo momento”. Toccherà a Salvo Lombardo con “Present Continuous”, poi a Marco Chenevier con “Questo lavoro sull’Arancia” e soprattutto a Luna Cenere, che porta il suo primo lavoro, “Kokoro”, già premiato per la migliore coreografia al Solocoreografico 2017.
Il 25 maggio, alla Casa del Teatro, sarà di scena la compagnia Deja Donné, per la prima volta a Interplay, con il coreografo siriano Mithkal Alzghair e l’interprete Siro Guglielmi. I proventi dela serata finanzieranno una missione di Medici Senza Frontiere in Siria.

La novità di quest’anno riguarda i “blitz metropolitani”, che si terranno il 26 maggio al Castello di Rivoli anziché a Torino, con coreografi, danzatori e “sculture che danzano”. Ad esempio con “Wreck” della compagnia belga diretta da Pietro Marullo, per sei interpreti e una enorme scultura gonfiabile.
Altri appuntamenti, dal 29 al 31 maggio, saranno ospitati dalla Lavanderia a Vapore di Collegno. La performance del Collectif A/R, “L’homme de la rue”, precederà “Solo juntos” di Lucio Baglivo (29 maggio), mentre Lali Ayguadé, con il suo “Kokoro”, prenderà il palco il 30 maggio, seguito poi dalla performance “Prelude” dell’iraniano Sina Saberi. Si chiude poi il 31 maggio con cinque spettacoli brevi, tra cui “Moving Closer” di Andrea Gallo Rosso.

Ma ci sono progetti paralleli, come il percorso di formazione dedicato ai nuovi critici, Younget Critics for Dance, o il lavoro portato avanti dal Corso di laurea in Fisioterapia dell’Università di Torino, che impegna alcuni studenti nella raccolta delle informazioni relative alle condizioni fisiche dei danzatori. Manca, infatti, una letteratura sul tema. “Questo è un progetto pilota – ha spiegato Matteo Sansoni, uno degli studenti coinvolti – ed è una sfida. Raccoglieremo altri dati, come già fatto lo scorso anno, e faremo delle proposte”.

 

Per il programma completo > www.mosaicodanza.it/interplay18.htm

Paolo Morelli

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