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Attualità | giovedì 17 maggio 2018, 19:35

Contratto di governo Lega-M5S: nidi gratis solo per gli italiani, niente più stop alla Tav

Ancora nessuna certezza sui vaccini, ma probabilmente non ci sarà più esclusione scolastica, come previsto dal decreto Lorenzin

Si stanno definendo in queste ore gli ultimi dettagli del contratto di governo che legherà Lega e M5S, favorendo la nascita di un nuovo esecutivo.

Si cominciano ad avere le prime indiscrezioni sui contenuti dell'accordo, che conferma l'idea di due sole aliquote Flat tax del 15 e 20%, mentre non ci sarà più quella del 15% per le società. Sparirà l'obbligo di prediche in lingua italiana, ci sarà una sorta di reddito di cittadinanza 'a tempo', ovvero con il limite temporale di 2 anni. Ma soprattutto si parla delle misure nei confronti di famiglie e scuola. Ed allora emerge che i nidi saranno gratis solo per gli italiani, dal momento che verrebbe meno gli sgravi per quelle "straniere residenti in Italia da almeno 5 anni.

Per quanto riguarda la Tav, che era un progetto da sempre avversato dal M5S, pare sicuro che andrà via la sospensione dei lavori dell'alta velocità Torino-Lione. Dalla bozza 'corretta' dai Di Maio e Salvini si va verso una revisione del progetto, che per i due capi politici va rimesso in discussione. Ma niente più stop dei lavori. Sembra sicuro, inoltre, che si andrà al al superamento del decreto Lorenzin sulla politica vaccinale. Non ci sarà un capitolo ad hoc sui vaccini, anche se potrebbe essere inserito in corsa d'opera.

Si parla di "giusto equilibrio tra il diritto all'istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale". Insomma, niente più esclusioni, come è successo proprio in queste ultime settimane in alcune scuole di Torino e provincia.

"Per la prima volta dopo 20 anni le forze politiche che aspirano a governare il Paese tornano a confrontarsi sul Tav, ponendo le basi per la rimessa in discussione dell'opera", ha dichiarato Valentina Sganga, capogruppo M5S a Torino. "Si tratta di un passaggio fondamentale e imprescindibile a cui la maggioranza del Consiglio Comunale di Torino guarda con grande speranza".

"Non è solo questione di ribadire la contrarietà della nostra forza politica a quest'opera; rimettere in discussione il Tav significa uscire da una palude istituzionale lunga due decenni", prosegue la Sganga. "Definire 'inaccettabile' questo passaggio significa non aver ancora compreso che la propaganda a cui abbiamo assistito in questi anni ha prodotto una cesura senza precedenti tra lo Stato e una parte del suo territorio".

"Un territorio che ha sempre rivendicato, e rivendica tutt'oggi, l'insostenibilità ambientale di un'opera che ha un forte impatto economico per tutto il Paese. Un governo del cambiamento non sarebbe tale se non tenesse conto di questi aspetti", ha concluso l'esponente del M5S.

m.d.m.

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