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Economia e lavoro | 19 maggio 2018, 15:25

Risparmiare al tempo dei social media: il porcellino-salvadanaio a forma di App

L’Italia è da sempre un popolo di risparmiatori che oggi sa cogliere l’opportunità di mettere da parte grazie alla tecnologia anche pochi spiccioli. Cifre però che a fine anno sorprendono

Risparmiare al tempo dei social media: il porcellino-salvadanaio a forma di App

 

Alzi la mano chi di voi non ha mai avuto un salvadanaio a forma di porcellino e almeno una volta nella vita non ha tentato di violarne la sacralità in cerca di una monetina per un piccolo acquisto? Anzi, la generazione che oggi ha 40 anni si ricorderà che spesso a regalarlo erano le banche in cui i genitori depositavano i risparmi di famiglia, gadget che può essere considerato oggi una delle prime attività di marketing del settore finanziario. Oppure chi da piccolo non ha ricevuto un libretto di risparmio da genitori o nonni per darci i primi insegnamenti di educazione finanziaria? Avveniristico!

Morale: siamo un popolo di risparmiatori e confermiamo la vocazione di “mettere fieno in cascina” anche in periodi di crisi, come se lo avessimo scritto da qualche parte nel DNA. Un dato su tutti riferito al 2017 e diffuso dalla Banca d’Italia: il totale dei risparmi posseduti dagli italiani ammonta a circa 4300 Mld/€, una cifra spaziale che non conta solo le banconote infilate sotto il materasso - una robetta da 1329 Mld/€ - ma anche tutti i titoli e i beni immobili.

E sin qui non nulla di nuovo, ma se rileggiamo la realtà con gli occhi dei millennials, il concetto di risparmio diventa molto più affascinante (e tecnologico) di quanto ci aspettiamo.

Prendiamo allora lo smartphone e scarichiamo dal nostro Google o Apple Store una App chiamata Oval Money. In soli 35 MB di download avremo una vera e propria bacchetta magica del risparmio, aggiornata al tempo dei social, in cui le App imparano dalle nostre abitudini, si adattano e prevedono quali saranno le nostre scelte di acquisto in futuro. Sembra fantascienza, ma in realtà si chiama Intelligenza Artificiale, già presente nei nostri smartphone oppure in molte auto che già percorrono le strade del Bel Paese. Ma torniamo alla App scaricata e collegata al nostro IBAN: sei abituato a utilizzare più social network per dire al mondo con foto e commenti che ci sei? Allora Oval Money dopo la pubblicazione di ogni tuo post metterà in un borsellino digitale separato 0,50 centesimi di euro.

Facciamo due conti: se è vero che il 73% degli italiani è online (più di 43 milioni di persone) di cui quasi il 60%, cioè circa 34 milioni, sono attivi per un paio di ore al giorno sui social con una ventina di post a settimana tra Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn e Pinterest, la cifra diventa interessante.

Se pensiamo poi che, per i più temerari e smanettoni, esistono anche un paio di applicazioni che girano gli spiccioli di operazioni finanziarie più complesse - come acquisto e vendita titoli- oppure arrotondano all’euro superiore ogni nostro pagamento con carta di credito, il menù del risparmio è servito.

A conti fatti, che tu metta da parte un importo fisso o una percentuale su ogni acquisto effettuato in una determinata categoria merceologica, il metodo è indolore e permette senza sforzo di togliersi qualche piccola soddisfazione, pagare l’assicurazione auto oppure concedersi una piccola vacanza con la famiglia. Inoltre, contribuisce a tenere lontano dalle tentazioni di svitare il tappino sotto il salvadanaio per saccheggiarlo.

Il metodo è quindi facile e si basa su piccoli accantonamenti quotidiani, una sorta di microcredito che si eroga a sé stessi sul modello del sistema di prestiti destinati ad imprenditori troppo poveri per aver credito dai circuiti bancari tradizionali, ideato dal banchiere bengalese Muhammad Yunus, fondatore della Grameen Bank, e vincitore per questa idea del premio Nobel per la pace nel 2006.

Insomma, benvenuti i salvadanai digitali educativi che diffondono nel nostro Paesa la consapevolezza del valore anche di piccole cifre, ma che soprattutto contribuiscono ad aumentare l’educazione finanziaria dei giovani e quindi dei risparmiatori del futuro.

 

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