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Attualità | 22 maggio 2018, 11:15

"Diventare medici con l'Africa": storie di giovani partiti grazie alle borse di Fondazione CRT

Sono già 80 gli studenti di Medicina partiti per trascorrere un mese in un ospedale del Cuamm: ancora aperte le iscrizioni e circa 20 i posti disponibili da qui a fine anno

"Diventare medici con l'Africa": storie di giovani partiti grazie alle borse di Fondazione CRT

Perché un giovane studente di Medicina sceglie di trascorrere un periodo in Africa? Cosa trova in un’esperienza così forte e lontana? A due anni dall'avvio del progetto “Diventare Medici con l’Africa”, nato da una collaborazione tra Medici con l’Africa Cuamm, Fondazione CRT e SISM (Segretariato italiano studenti Medicina), si è tenuto a Torino, in OGR, un evento per fare il punto dell’esperienza e rilanciare sull'ultima fase del progetto: sono già 80 gli studenti partiti verso l'Africa grazie alle borse della Fondazione CRT; ancora 20 le posizioni aperte fino a fine anno.


«L’aspetto che più mi interessa è quello della scelta: la scelta che compiono questi giovani, emotiva e avventurosa, comporta un grande investimento sul piano emozionale, comporta stupore, un sentimento di scoperta. È importante in un tempo come questo in cui le scelte sono spesso poco impegnative e poco radicali, talvolta inefficaci, vedere dei giovani ventenni che, contrariamente a quanto dicono i media, sono capaci di questo tipo di scelte che cambiano, le persone prima che la realtà che le circonda. Sono giovani, quelli che ho incontrato e conosciuto, che fanno esperienze diverse, senza per questo sentirsi salvatori del mondo, ma semplicemente mettendosi in gioco fino in fondo», così Paolo Di Paolo, scrittore e giornalista di La Repubblica, apre le riflessioni e le testimonianze a Torino. 

 

«Fondazione CRT ha dato a 108 studenti di Medicina la possibilità di vivere un’esperienza sul campo in Africa – afferma la Vice Presidente della Fondazione CRT, Anna Ferrino – per favorirne l’inserimento lavorativo in ambito sanitario, renderli promotori del diritto alla salute, arricchirne le competenze professionali e umane, grazie al confronto con un contesto sociale profondamente diverso da quello italiano ed europeo. Sono i giovani i nostri 'ambasciatori' nel mondo dell'importanza di costruire ponti e non muri”.

 

«Ad ottobre 2016 ho avuto la grande opportunità di partecipare al Wolisso Project, una delle esperienze che sicuramente mi è rimasta più impressa. Non potrò mai dimenticare i sorrisi degli abitanti e dei lavoratori di Wolisso, così come non potrò mai scordare l’importanza che questo progetto ha avuto per la mia formazione come futuro professionista della sanità e come futuro cittadino ed essere umano»: è il bilancio che fa Umberto Rossi, studente di Medicina di Cuneo, presidente nazionale del SISM.   

 

Il direttore di Medici con l’Africa Cuamm ha sottolineato i dati più significativi del progetto e rilanciato sul futuro: «I riscontri che abbiamo sono molto positivi ed entusiasti. I giovani possono sperimentare il lavoro in diversi reparti, dalla Pediatria alla Maternità, alla Chirurgia, senza dimenticare la dimensione del territorio. Sono esperienze indelebili che li aiutano a crescere come persone e come professionisti – ha detto don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm – Questo progetto si inserisce in una collaborazione che abbiamo avviato nel 2005 insieme al SISM nazionale e finora ha visto ben 195 studenti di Medicina fare un’esperienza in uno degli ospedali in cui operiamo. Il nostro grazie va, in particolare, alla Fondazione CRT: attraverso il suo sostegno, ad oggi, ben 80 giovani studenti di Medicina (62 ragazze e 18 ragazzi) sono partiti per l’Etiopia e la Tanzania. Al termine di quest’anno saranno in tutto 108. La nostra speranza è che la collaborazione possa trovare forme e modalità nuove, perché investendo sui nostri giovani e sulle loro motivazioni, possiamo costruire un futuro migliore, sia in Africa che qui in Italia».


Per iscriversi e candidarsi: www.wolisso.sism.org

c.s.

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