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Economia e lavoro | 22 maggio 2018, 15:57

Federazione Sanità Piemonte conferma Mario Sacco alla presidenza

Il settore conta 650 coop che danno lavoro a 36mila occupati e producono un miliardo di fatturato. Saitta: "Il vostro è un modello che va preservato, diverso da tante lobby che vorrebbero una sanità-spezzatino"

Federazione Sanità Piemonte conferma Mario Sacco alla presidenza

Continua il ciclo di assemblee per il rinnovo delle cariche all'interno dei tanti mondi che compongono l'universo di Confcooperative Piemonte. Oggi è stata la volta di Federazione Sanità Piemonte, che rappresenta le cooperative sanitarie. Penultimo grande appuntamento prima di quello conclusivo legato a Fedagri, nel fine settimana.

E’ stato confermato presidente all'unanimità Mario Sacco, che nel suo intervento ha ricordato i numeri importanti di questo settore: il movimento cooperativo piemontese conta infatti 650 cooperative sociali e sanitarie attive nel comparto sanità, con 36mila occupati, 1 miliardo di fatturato, 440 presidi accreditati e 12.305 posti letto, pari a un quarto del totale (dati Alleanza Cooperative Italiane Piemonte).

“Rinnoviamo la nostra richiesta alla Regione, come privato sociale cooperativo, di sostenere iniziative di sviluppo della sanità di territorio, in sinergia con il pubblico - ha affermato Sacco - a cui chiediamo di passare dalla modalità delle gare d’appalto a quella dell’accreditamento. Siamo pienamente disponibili a collaborare per una rimodulazione dell’offerta sanitaria, a fronte delle nuove richieste che emergono dai cittadini, anche da parte di coloro che vivono in aree svantaggiate, con minori servizi, e con minore mobilità. Si pensi che gli ultrasessantacinquenni sono ormai un quarto della popolazione piemontese”.

Dalle 1130 farmacie associate in cooperativa, alle cooperative di medici, alle strutture socio sanitarie e ambulatoriali, ai poliambulatori, ai servizi di telemedicina e teleassistenza, a quelli mutualistici, la cooperazione del comparto è già attiva con progettazioni e sperimentazioni a cui intende dare un più ampio sviluppo. L’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta ha riconosciuto il lavoro svolto delle cooperative e ha confermato il proprio impegno a collaborare, non nascondendo le proprie preoccupazioni per quanti non condividono il valore universalistico dei servizi sanitari, a cui tutti, partendo dei più poveri, devono poter accedere: “Mi riferisco alle tante lobby che hanno una visione opposta alla nostra e alla vostra. La ricerca di nuovi modelli non deve dare spazio a quanti li invocano per fare della sanità uno spezzatino. Occorre un’unica regia, che tenga presente il Nord e il Sud d’Italia allo stesso modo, e che non dia spazio a chi lavora per un privato aggressivo”.

Il presidente nazionale  della Federazione Giuseppe Milanese  ha confermato l’impegno di tutta la cooperazione italiana del comparto per il mantenimento del principio universalistico, collaborando con progettazioni che siano centrate sui bisogni e sul valore della persona, a cui il privato sociale crede molto, e che si avvalgano del modello cooperativo, quale strumento inclusivo e partecipato dalle comunità locali, in collaborazione sinergica con il pubblico.

M.Sci

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