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Attualità | 25 maggio 2018, 07:07

Corso Caio Plinio invivibile: proteste dei residenti, dai rumori alla sicurezza

Disagi per il servizio lavaggio treni nella struttura Rfi. Un furgone del centro sociale "El Paso" parcheggiato abusivamente da anni. Aree verdi da manutenere e lo scheletro di una baracca bruciata

Corso Caio Plinio invivibile: proteste dei residenti, dai rumori alla sicurezza

Inquinamento acustico in orari notturni, orti abusivi nelle aree verdi, occupazione ormai trentennale del centro sociale “El Paso” e problemi di viabilità nei pressi del cantiere Italia 61. Questa la collezione di disagi con cui convivono da tempo gli abitanti di corso Caio Plinio, tornata al centro dell’attenzione in Circoscrizione 8 per un ordine del giorno presentato dai consiglieri Alessandro Lupi, Massimo Giaretto, Stefano Delpero, Luca D'Alessio e Fulvio Berno.

Nel corso degli anni si è costituito un comitato spontaneo di residenti, che non ha mai smesso di segnalare i problemi che quotidianamente si ritrova a fronteggiare. Con l’avvicinarsi dell’estate la preoccupazione maggiore è sicuramente il rumore del servizio di lavaggio treni nei binari Rfi proprio a pochi metri dalle case. Lì i treni Italo sostano nelle ore notturne, senza la possibilità di essere spenti per mantenere attiva la refrigerazione interna fino alla ripartenza nelle prime ore del mattino.

D’estate teniamo le finestre aperte e di notte il rumore è davvero insopportabile”, spiega il presidente del comitato, Maurizio Giaramidaro. E capita, inoltre, di essere svegliati bruscamente da certe emissioni di aria compressa provenienti dai treni, oltre che dall’odore di fognatura provenienti dagli scarichi dell’autobotte che entra ed esce dalla zona parking. Risale al 2014 un esposto presentato al Comune dai residenti. E pare ci sia stata una sanzione della procura a Rfi per l’impatto di queste operazioni sulle zone residenziali limitrofe.

Non esiste a Torino un impianto analogo per questo tipo di attività”, spiegano da Rfi. “Adesso bisogna pensare alla bonifica, perché quella è un’area bombardata durante la guerra, gestita come scarico per diversi anni. Poi partirà il cantiere, e sono previsti molti binari per la gestione e manutenzione dei treni. Al momento non abbiamo altre possibilità per il lavaggio veicoli, ma possiamo pensare a delle soluzioni temporanee. Abbiamo cercato di applicare una tecnologia più silenziosa e qualche passo in più con Ntv è stato fatto”. Ora si parla del mese di giugno per un’ulteriore mitigazione del rumore, e spunta l’ipotesi di costruire delle barriere; ma l’iter è lento e di certo richiederebbe finanziamenti onerosi. “Il nuovo impianto – precisano – sarà pronto solo tra qualche anno, e per ora non ci sono altri binari, in città, in cui trattare in sicurezza le acque reflue”.

Per quanto riguarda l’impatto acustico, la soglia limite non è mai stata superata. “Su transito, lavaggio e scarico reflui c’è conformità ai limiti imposti dalla legge”.

Rfi risulta anche proprietario dell’area verde di corso Caio Plinio, data in comodato d’uso alla Città di Torino. La convenzione tuttavia è scaduta nel gennaio 2017, e risale allo scorso luglio l’impegno a dare in concessione i giardini includendo anche la demolizione della bocciofila “Baracca” andata a fuoco qualche tempo fa.

A tutto questo si aggiunge il problema della viabilità. “C’è un progetto esecutivo per la realizzazione di una rotonda nei pressi di via Sette Comuni”, ha spiegato l’assessora Maria Lapietra. “Pensiamo anche di migliorare gli attraversamenti pedonali e inserire dei dossi con contributi del ministero”. E per il rinnovo concessioni si richiede a Rfi di risolvere al più presto la questione in un incontro, mentre il 21 giugno è previsto un consiglio aperto in Circoscrizione 8 sui lavori del futuro grattacielo, e sarà l’occasione per tornare sul tema viabilità.

Ma anche la sicurezza è un tema molto sentito dagli abitanti. Per questo l’assessore Roberto Finardi, dopo aver ascoltato le lamentele dei cittadini per la presenza di “El Paso”, ha promesso di portare la questione al tavolo comunale. “Ma non abbiamo a disposizione molte pattuglie di polizia municipale – ha precisato – per questo è impossibile garantire un presidio notturno nella zona”.

Manuela Marascio

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