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Cultura e spettacoli | 25 maggio 2018, 17:25

Scritturapura batte Fazi: suoi i diritti del best seller turco

L’editore astigiano ha avuto la meglio in Tribunale. Fazi sarà costretta a ritirare dal mercato le copie de “La Madonna col cappotto di pelliccia”, romanzo del quale non detiene i diritti alla pubblicazione

Scritturapura batte Fazi: suoi i diritti del best seller turco

Per una volta, è proprio il caso di dirlo, “Davide batte Golia”. Così è avvenuto per la casa editrice astigiana Scritturapura, che ha citato in giudizio Fazi Editore per i diritti del best seller “La Madonna col cappotto di pelliccia”, dello scrittore turco Sabahattin Ali. Pubblicato per la prima volta in Italia da Scritturapura, nel 2015, il libro era stato ripubblicato a febbraio di quest’anno da Fazi, ma i diritti diventeranno liberi solo a gennaio 2019, al settantesimo anniversario dalla morte dell’autore.

Con un ricorso d’urgenza inoltrato al Tribunale di Torino, Scritturapura ha contestato a Fazi il mancato adempimento di una diffida. Già in precedenza, infatti, la casa editrice aveva chiesto a Fazi di non commercializzare l’opera e di pubblicare una rettifica utilizzando gli stessi mezzi usati per il lancio del libro. Diffida ignorata, da qui il ricorso, che ha dato ragione all’editore astigiano.

Fazi, ora, sarà costretta a eliminare l’offerta da tutti i propri canali e a pubblicare per 30 giorni consecutivi un messaggio che comunichi ai lettori quanto avvenuto, informandoli del fatto che fino 1° gennaio 2019 i diritti de “La Madonna col cappotto di pelliccia” resteranno in esclusiva a Scritturapura. Per quanto l’offerta sembri essere scomparsa dal sito e dai canali social di Fazi, al momento non risulta la pubblicazione ben visibile di questo messaggio.

La contesa tra Fazi e Scritturapura, in ogni caso, potrebbe non finire qui. Quando scoppiò il caso per la prima volta, infatti, Fazi comunicò che il libro era introvabile e l’editore romano ipotizzò ci fosse l’intenzione di nasconderlo per ragioni politiche. Scritturapura, alla luce di queste affermazioni, ha depositato una querela per diffamazione. La battaglia legale, quindi, potrebbe non concludersi qui.

Paolo Morelli

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