/ Attualità

Spazio Annunci della tua città

Jordan nato 16/04/2018 magnifico sano cucciolo sverminato ciclo vaccinale completo libretto sanitario e certificazione...

Nel borgo marinaro di Gioiosa Marea e a pochi passi dal mare, pittoresca recentemente ristrutturata. La casa, dotata...

Con cucina, camera, sala e bagno. Balcone ampio lungo tutto l’appartamento. Posto auto chiuso da sbarra con apertura...

Luminoso, ampio e panoramico, 3° p ascensore, di soggiorno e cucinino, camera matrimoniale, bagno nuovo con doccia....

Che tempo fa

Cerca nel web

Attualità | mercoledì 13 giugno 2018, 15:55

Turismo senza albergo: da domani cambiano le regole, anche per i b&b che viaggiano su Internet

Nuove tipologie, classificazione e regolamentazione delle locazioni turistiche tra i principali cambiamenti. E arriva anche il Codice di riconoscimento per tutti gli operatori. Parigi: "Alcune decisioni le avremmo volute diverse, ma non sono nostra competenza diretta"

Da domani si cambia. Entrano infatti in vigore le nuove regole regionali per tutte quelle strutture turistiche che non si possono più etichettare come alberghi veri e propri e che per qualche tempo sono sfuggite a una catalogazione vera e propria.

Dalle residenze di campagna alle locande, fino alle soluzioni più innovative come bed&breakfast, case per ferie, ostelli e via dicendo. Comprese alcune curiosità come le case sugli alberi o le "case degli Hobbit", che pare siano sempre più richiesta. Ma ci sarà tempo (con scadenze diverse a seconda dei parametri) fino alla fine dell'anno per mettersi in regola, multe o sanzioni non saranno applicate con effetto immediato.

Frutto di lunghe trattative ("Le avremmo volute diverse, differenziando tra professionali e non professionali, ma le locazioni turistiche non sono nostra competenza", sottolinea Antonella Parigi, assessore regionale al Turismo) è il punto legato a quella tipologia di affitto a fini turistici che - anche grazie a Internet - sta emergendo con forza. Nuove regole, dunque e obblighi per chi affitta case per periodi consecutivi fino a 30 giorni: si dovrà trasmettere al Comune una serie di dati che permetteranno di ottenere un codice di riconoscimento. Il cosiddetto CIR. E i proprietari dovranno comunicare i flussi turistici come già avviene per le altre strutture più tradizionali.

Inoltre, con la distinzione tra annuali e stagionali, i gestori di b&b e affittacamere non imprenditoriali potranno aprire fino a un massimo di 270 giorni all'anno, con un minimo di 45. Saranno considerati non imprenditoriali i luoghi con non più di tre camere e sei posti letto.

"L'obiettivo è che si possa fare tutto con procedura informatizzata entro il 1 gennaio - promette l'assessore Parigi - ma si dovrà al tempo stesso ragionare anche sulla formazione degli addetti che dovranno occuparsene".

Inoltre, anche per chi non è un albergo sono in arrivo le stelle, per quantificare e misurare la qualità e il rispetto di determinati parametri.

Numeri alla mano, nel 2017 il settore extra-alberghiero è cresciuto del 4,4% come strutture attive e dell'1,7% come posti letto. In dieci anni, la crescita è stata del 62% e i posti letto del 20% e in termini di flussi turistici, nel 2017 la crescita è stata del 9,5% negli arrivi e del 6,2% per le presenze. Sì sale però a un +82,3% se si prende il 2008 come pietra di paragone per gli arrivi e +39,5% per le presenze.

“Il provvedimento era atteso – commenta Alessandro Comoletti, presidente di Federalberghi Piemonte - soprattutto dalla maggior parte degli operatori corretti che insieme agli hotel rappresentano l’eccellenza dell’ospitalità piemontese, in quei territori dove tale tipologia di accoglienza costituisce un patrimonio unico, conosciuto e apprezzato in Italia e nel mondo.  Avremmo gradito un provvedimento che contemplasse procedure più snelle e superasse, ad esempio, la classificazione in stelle, già desueta per gli stessi hotel e ancor di più per le forme di ospitalità alternativa”.

Ma non tutto piace completamente agli albergatori. “Siamo contrari – sottolinea il presidente – alla sospensione a tempo indefinito dell’obbligo di rilascio e pubblicazione sui portali di vendita online del cosiddetto CIR o codice identificativo regionale, previsto dalla legge per le locazioni private ad uso turistico.  E’ uno strumento a disposizione dei Comuni per esercitare maggior controllo sulle attività, sugli immobili, sulle imposte locali e sui flussi di persone che transitano sul proprio territorio.  Ma soprattutto garantisce il turista che è stata preventivamente accertata l’affidabilità del soggetto ospitante e della sistemazione scelta”. 

“Con questo non intendiamo porre ostacoli alle nuove forme di accoglienza o alla condivisione di esperienze – conclude Comoletti – ma non possiamo consentire alibi e scorciatoie ai furbetti che intendono continuare ad eludere gli obblighi di legge o, ancor peggio, ai colossi mondiali del mercato online che drenano risorse e ricchezza dal nostro Paese ad esclusivo beneficio del proprio interesse”.

“C’è grande soddisfazione per l’approvazione del nuovo Regolamento sul Turismo da parte della Giunta e del Consiglio regionale del Piemonte. Siamo fieri che Fiaip abbia contributo a difendere la vitalità di un settore importante come quello extralberghiero e a semplificare un iter burocratico che avrebbe sommerso le persone di complicate procedure”, dichiara Paolo Papi, presidente di Fiaip Piemonte, la Federazione italiana agenti immobiliare professionali presente - unica sigla - alle audizioni in terza Commissione. “Grazie al nostro lavoro siamo riusciti a semplificare le nuove norme per le locazioni turistiche a tutela di proprietari, clienti e operatori".

“Da oggi abbiamo un Regolamento che mette ordine in un settore economicamente strategico, rimasto finora nel caos - aggiunge Fulvia Pastorelli, delegata regionale Fiaip al turismo - sarà più facile smascherare le truffe ai danni di chi prende in affitto una casa per le vacanze. Ma il lavoro non può considerarsi concluso: proponiamo alla Regione di mantenere il tavolo di discussione aperto per affrontare insieme le problematiche che potrebbero emergere una volta che le norme avranno efficacia, in modo che si possa intervenire non in maniera punitiva, ma concordando eventuali migliorie”.

Massimiliano Sciullo

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore