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Cronaca | mercoledì 13 giugno 2018, 12:13

Licenziata la maestra torinese che aveva augurato la morte ai poliziotti durante il corteo del 22 febbraio

Il provvedimento ha validità dal 1° marzo. In sua difesa si è schierata la Cub Scuola

Gli insulti alle forze dell'ordine, alla fine, le sono costati il posto di lavoro. L’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha concluso il procedimento disciplinare nei confronti di Lavinia Flavia Cassaro con il licenziamento della maestra.

La 38enne insegnante, indagata per istigazione a delinquere, oltraggio a pubblico ufficiale e minacce, per aver inveito e aver urlato "dovete morire" ai poliziotti, durante il corteo antifascista che si era tenuto a Torino il 22 febbraio, aveva sollevato un caso di stampo nazionale, visto che le sue immagini avevano fatto il giro delle tv e del web dell'Italia intera, in quei giorni di campagna elettorale.

Il licenziamento della maestra da parte dell’ufficio scolastico ha effetto a partire dal 1° marzo 2018. Per il sindacato Cub Scuola la pena è eccessiva e per questo ha già annunciato ricorso. "In un contesto evidentemente turbato, Lavinia si scagliava – A PAROLE –  contro la Polizia, che, a suo parere (ma è difficile darle torto), difendeva i fascisti e aggrediva gli antifascisti. Lo faceva in modo discutibile, certo, usando toni alti. Con parole sconnesse, chiaro segno di uno stato emotivo alterato, rispondeva ai giornalisti di Matrix, che piombavano su di lei, sicuri dello scoop. Da quel momento inizia l’involontaria odissea della maestra Cassaro, colpevole di aver augurato la morte ai poliziotti”. 

"A conclusione di una trita e triste campagna elettorale, il presidente del Consiglio uscente, Matteo Renzi, invoca dalla tribuna di Matrix il licenziamento di Lavinia:  "Che schifo, una professoressa che augura la morte ai poliziotti andrebbe licenziata su due piedi". Gli fanno eco la ministra Fedeli (ella stessa licenziabile in tronco se, invece di essere una “ministra” fosse stata un’insegnante, visto che aveva dichiarato il possesso di un titolo di studio inesistente), che annuncia l’avvio di un procedimento disciplinare a carico di Lavinia".

"A ruota, l’ Ufficio Scolastico Regionale del  Piemonte esprime 'piena solidarietà alle forze dell'ordine per l'insostituibile e gravoso impegno nella tutela della sicurezza dei cittadini e nella salvaguardia dei valori democratici della Repubblica'. È legittimo avanzare qualche dubbio sulla strenua 'salvaguardia dei valori democratici della Repubblica' - prosegue la nota della CUB Scuola - visto che nel nostro Stato si permette al leader di CasaPound di rivendicare apertis verbis l’eredità del fascismo, mentre si spara con gli idranti su coloro che, in modo magari discutibile, difendono i valori dell’antifascismo".

Il coordinatore nazionale Cosimo Scarinzi ha concluso dicendo che "per la sola mancanza di “continenza formale” un lavoratore possa essere licenziato appare almeno strano; che poi, tra i motivi del licenziamento ci sia la “rilevante eco mediatica” che esso ha generato sembra  ridicolo. Per questo, la CUB Scuola Università Ricerca continuerà a garantire la piena difesa di Lavinia Cassaro sia in sede legale che mediante l'azione sindacale".

“Accogliamo con soddisfazione la notizia del licenziamento della professoressa antagonista, immortalata mesi fa ad insultare e minacciare la polizia ad un corteo di centri sociali: una volta tanto è stato affermato il principio del rispetto della divisa e delle persone che la indossano servendo la comunità nelle Forze dell’Ordine”, commenta Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia.

"Auspichiamo che decisioni come quella odierna dell’Ufficio Scolastico Regionale piemontese pongano termine una volta per tutte alla stagione dell’impunita’ per i centri sociali, a cui finora è stato permesso di aggredire, offendere e intimidire senza mai pagarne il conto di fronte alla legge”.

r.g.

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