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Cultura | mercoledì 13 giugno 2018, 13:40

A Porta Palazzo le riprese del cortometraggio "Cabu Cabu"

Giovedì e venerdì dalle 8 alle 18

Cominceranno nei prossimi due giorni le riprese del cortometraggio Cabu Cabu, una produzione della cooperativa Esserci con la produzione esecutiva di Filmika, per la regia di Matteo Silvan.

Giovedì il set sarà a Porta Palazzo, mentre venerdì si sposterà sul lungo Dora Napoli, angolo via cigna, e negli esterni dell’Ospedale Don Bosco.

Cabu Cabu è un cortometraggio di fiction che affronta, con il linguaggio della commedia, il tema dell’integrazione culturale: la resistenza a incontrare l’altro, motivata dalla diffidenza, dalla paura, dall’apparente mancanza di punti in comune. Spesso, quando si riesce ad andare oltre, a superare le barriere – i maledetti muri, come direbbe Fossati – ci si dimentica delle razze e della geografia e si incontra finalmente l’individuo nella sua interezza, complessità e soggettività.

Si tratta della prima produzione di Esserci Story Lab, settore della cooperativa Esserci che si occupa di produzione cinematografica, sul versante esecutivo sarà affiancato dalla società cooperativa Filmika, una casa di produzione video indipendente con sede a Torino.

Cabu Cabu non è solo un progetto cinematografico, ma anche sociale: l’intento di Esserci Story Lab è infatti quello di raccontare storie osservate quotidianamente nel lavoro di operatori sociali, favorendo l’accesso al lavoro a soggetti svantaggiati. Il progetto, per quanto di piccola entità, offrirà delle esperienze lavorative ad alcuni soggetti e la promozione di diverse esperienze nate all’interno della cooperativa: la colonna sonora sarà in parte realizzata dalla Bandalarga, un gruppo musicale nato all’interno dei servizi dell’area disabilità della cooperativa Esserci, assieme al musicista Marco Vezzoso. Alcuni oggetti di scena (vestiti, gioielli, pendagli…) saranno realizzate dal laboratorio Dui Toc, un progetto dell’area disabilità della cooperativa Esserci che propone la realizzazione di oggettistica di arredo sostenibile e dal Pozzo di Sichar, una comunità che accoglie madri in difficoltà con minori. Gli attori non protagonisti e le comparse verranno selezionate dai vari servizi e progetti dell’Area Migranti della cooperativa Esserci.

c.s.

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