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Cronaca | giovedì 14 giugno 2018, 14:24

Vicenda Cacao, uno degli indagati ad Appendino: “Tentativo di condizionare l’Amministrazione”

Così ha parlato Angelo D’Amico, che contattò la sindaca parlando di “trappolone” a proposito della nota discoteca

Si ingarbuglia ancora di più la vicenda Cacao. Si tratterebbe di un tentativo di condizionare la sindaca Chiara Appendino, secondo il dettaglio che spunta dalle carte dell'inchiesta sui locali notturni che vede al centro il notaio Alberto Morano, consigliere comunale dell’opposizione.

Angelo D'Amico, ex consigliere comunale per Fi e poi collaboratore di Morano, contattò la sindaca nel giugno dell’anno scorso via whatsapp in merito alla nota discoteca. Morano era contrario al rinnovo della concessione ma, secondo l'accusa, fece chiedere al titolare del locale 200 mila euro per cessare la sua battaglia.

D'Amico – che oggi è fra gli indagati - scrisse alla Appendino che l'atto di rinnovo sarebbe stato impugnato dai gestori e parlò di un "trappolone"., sottolineando di aver scoperto che Beppe Grillo era il padrino di battesimo della figlia del titolare: “per questo ti attaccheranno pubblicamente”.

La sindaca rispose che la circostanza era falsa e che la concessione era già stata rescissa: al Cacao era solo stato permesso di proseguire l'attività durante l'estate. Ma adesso la vicenda ha avuto strasichi giudiziari ed è ben lung dal concludersi.

r.g.

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