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torinoggi.it | 17 giugno 2018, 14:12

Fiat Auxilium, la leggenda Larry Brown si presenta ai tifosi: “Voglio che siano orgogliosi di questa squadra”

“L’obiettivo è essere protagonisti, costruendo una formazione in cui ci sono molti italiani". Il motto è sempre: "Play the right way"

Fiat Auxilium, la leggenda Larry Brown si presenta ai tifosi: “Voglio che siano orgogliosi di questa squadra”

La sala delle conferenze era strapiena come succede solo quando la Juve presenta qualche big del calcio europeo. Ma la Fiat Auxilium oggi ha presentato un big della pallacanestro mondiale, una autentica leggenda, Larry Brown.

Il nuovo coach ha vinto tutto nelle sua lunghissima carriera, ma a quasi 78 anni ha deciso di affrontare una sfida nuova e si è raccontato stamattina a taccuini e telecamere nella prestigiosa location del Golden Palace Hotel: “Sono onorato di essere qui, perché io ho sempre sentito l’Italia vicina”, ha esordito. “Uno dei miei migliori amici, Doug Moe, aveva giocato a Padova nel 1964-65, ho allenato giocatori che sono stati in questo Paese. Avevo voglia di provare una nuova avventura, sono venuto qui per portare la mia esperienza”. Anche se l’età sarebbe da pensione ed è fermo da alcuni anni, Brown dice di non aver mai abbandonato l’idea di allenare: “Ho fatto da consulente, in realtà non ho mai smesso di lavorare. E ora sono qui a Torino, questa è la possibilità migliore che mi poteva capitare”.

Il suo motto è sempre lo stesso: “Play the right way”, giocare nel modo giusto: “Voglio che i giocatori siano contenti quando arrivano al campo di allenamento”. Brown ha detto di avere molto rispetto per allenatori e cestisti italiani, si è detto emozionato per questa nuova esperienza, non ha voluto parlare di vittorie, ma è stato chiaro: “Si farà una squadra sicuramente di valore, la sfida sarà quella di essere una delle formazioni più competitive”. Dopo aver citato il figlio del patron Forni, i suoi vice Galbiati e Comazzi e Dante Calabria, che sarà il suo assistente personale, coach Brown ha ricordato di aver conosciuto a suo tempo Sandro Gamba e Dan Peterson: “Sono cambiati i tempi, ma voglio imparare da questa pallacanestro e da parte mia insegnare a giocatori e giovani caoach, portando il contributo della mia esperienza”.

Per lui “play the right way” significa prima di tutto avere buoni giocatori, che condividano gli stessi valori. La sua Torino sarà una squadra dove “dovranno prevalere la difesa e il gioco di squadra”, perché rispetto alla Nba che è ricca di stelle qui è più importante il collettivo. Ha citato Reggie Miller e Allen Iverson come i migliori giocatori che ha allenato, “quelli che prendevano sempre un buon tiro”, ha parlato dei tanti colleghi che ha conosciuto in una vita passata in panchina, citando per ultimo Gregg Popovich, guru dei San Antonio Spurs.

Brown si è detto stuzzicato dall’idea di “essere arrivato in una città abituata a vincere nello sport, l’obiettivo è conquistare nuovi fans al basket”. Mentre sulla Torino che sarà ha le idee chiare: “Vogliamo creare un gruppo con tanti giocatori italiani. Voglio che i tifosi siano orgogliosi di questa squadra”.

Per lui contratto di un anno, con opzione per il 2019/2020. L’accordo è stato trovato una settimana fa, anche se è emerso che il primo contatto avvenne a metà gennaio, dopo il traumatico addio di coach Banchi. Da un tecnico campione d’Italia a uno campione Nba (con l’interregno di Galbiati, che ha portato la squadra a vincere la Coppa Italia), per Torino un ulteriore salto di qualità in panchina. Aspettando di fare lo stesso sul campo. La prima verifica importante sarà la Supercoppa.

Massimo De Marzi

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