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Economia e lavoro | 18 giugno 2018, 12:55

Bankitalia conferma: 2017 anno della ripresa. 2018 promette bene, ma dobbiamo diventare più "bravi" (VIDEO)

In miglioramento produzione, investimenti, occupazione e consumi. Nell'anno in corso l'effetto positivo dovrebbe addirittura ampliarsi. L'export la fa da padrone e corre più della media mondiale, ma siamo poco efficienti rispetto a quello che potremmo fare

Bankitalia conferma: 2017 anno della ripresa. 2018 promette bene, ma dobbiamo diventare più "bravi" (VIDEO)

Buone notizie da Bankitalia: la ripresa si è stabilizzata in Piemonte nel corso del 2017 e in questa prima parte di 2018. E se il termometro più efficace è il Pil, anche i parametri su industrie e servizi contribuiscono alla risalita, rafforzati da un aumento degli investimenti e dai consumi delle famiglie. Allo stesso tempo, anche la concessione di credito ha dato un impulso positivo.

E se le costruzioni, così come i mezzi di trasporto, rimangono un passo indietro, sono le esportazioni a farla da padrone, con una crescita superiore alla domanda mondiale. Una forbice "positiva" che si amplia ormai da quasi dieci anni, grazie soprattutto ad alcuni beni in cui il Piemonte è "specializzato". Ma siamo riusciti a diventare anche più competitivi rispetto alla concorrenza. I nostri migliori clienti sono stati i Paesi emergenti più vicini e quello maturi più vicini. Quindi niente Cina o Usa, ma soprattutto Stati europei.

Un altro buon termometro è legato agli investimenti, in rialzo anche se siamo ancora sotto i livelli pre-crisi. E allo stesso modo risale anche l'utilizzo degli impianti. 

Terzo segnale che chiude la triangolazione è quello dell'occupazione: anche qui il dato cresce, anche se a ritmi non forsennati. E ci sono più persone che cercano lavoro. Contestualmente, recuperano sia i redditi che, di conseguenza, i consumi delle famiglie. L'altra faccia di questa medaglia è l'accesso al credito, che vede migliorare la propria qualità, ma che al tempo stesso vede ancora nelle retrovie le aziende maggiormente in sofferenza, come le piccole e le costruzioni.

E il futuro? Promette bene. Sia in termini di risultati (che dovrebbero ampliarsi addirittura rispetto al 2017) che in termini di consumi e ricorso agli incentivi fiscali.

Resta però la distanza, ancora non colmata, tra l'andamento di Pil e occupazione rispetto al Nord Italia, ma anche al resto del Paese (che già non brilla, nel contesto europeo). Le cause che indica Banca d'Italia riguardano in maniera trasversale la produttività e l'efficienza del nostro sistema economico. Un po' per l'invecchiamento della popolazione lavorativa, un po' per una scarsa resa da parte delle imprese, sia in termini di organizzazione che di lavoro, passando dai dipendenti alla parte manageriale. Il tutto, immerso in una capacità ancora scarsa di innovazione. Ci sono pochi laureati nelle imprese e in generale il capitale umano non vanta una grande qualità.

Dunque, le cose vanno bene. Ma demografia e capacità produttiva rischiano di zavorrare lo slancio del territorio.

Massimiliano Sciullo

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