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Cronaca | 19 giugno 2018, 20:42

Bimbo conteso tra Italia e Croazia, Cesare Avenati verso il ritorno a casa

Il piccolo è stato consegnato al padre Alessandro, dopo una infinita battaglia legale

Bimbo conteso tra Italia e Croazia, Cesare Avenati verso il ritorno a casa

Forse siamo davvero vicini al lieto fine, dopo mesi e mesi di attese inutili e viaggi della speranza andati regolarmente a vuoto.

Il piccolo Cesare Avenati è in viaggio verso l'Italia assieme al padre Alessandro, l'imprenditore di Moncalieri da lungo tempo impegnato in una infinita querella giudiziaria con con la compagna croata Nina Kuluz, condannata in Italia per il rapimento del figlio. Il bambino è stato consegnato stamane al padre: lo riferiscono i media di Spalato, descrivendo come drammatici i momenti della consegna del bimbo, avvenuta tra le lacrime della madre, proteste e reazioni anche di esponenti politici.

Il tribunale di Spalato aveva ordinato la consegna del minore di 9 anni al padre, come prevedeva una decisione del 2012 della giustizia italiana. Dopo la separazione dei coniugi, alla quale non è però seguito il divorzio, la madre aveva portato il bambino in Croazia, tra reciproche accuse di abusi e violenze, e per un periodo era anche fuggita nella vicina Bosnia-Erzegovina.

In base a una denuncia di Avenati, il tribunale di Torino ha condannato la madre per rapimento negandole la custodia congiunta del figlio. Kuluz ha tentato tutte le vie legali per evitare che la sentenza italiana fosse applicata, ottenendo varie proroghe e mobilitando l'opinione pubblica del proprio Paese. Fino ad oggi, quando il bambino è stato riconsegnato al padre, in un clime chiaramente ostile, anchse se, secondo un'amica della madre, il piccolo era in lacrime e avrebbe detto di voler restare In Croazia.

Il suo destino, però, è legato all'Italia, con il padre Alessandro che alla fine è riuscito ad ottenere ciò che voleva fortemente da tempo.

Massimo De Marzi

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