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Economia e lavoro | 19 giugno 2018, 07:00

Imprese che resistono alle emergenze: anche Torino vuole essere "resiliente"

Tappa in città per il road show che racconta l'accordo tra Confindustria e Protezione Civile, per evitare che i fenomeni naturali possano mettere in ginocchio un territorio intero

Imprese che resistono alle emergenze: anche Torino vuole essere "resiliente"

Ha fatto tappa anche a Torino "Imprese e territori resilienti", il road show organizzato dal sistema confindustriale nazionale per promuovere l'accordo firmato proprio tra la sigla delle imprese e la protezione civile. Due mondi apparentemente distanti, ma che in realtà si ritrovano vicini quando scatta un'emergenza totale.

Il sisma, per esempio: la catastrofe che ha dato origine al protocollo di collaborazione che il road show racconta in giro per l'Italia. Ma declinando la tematica in salsa piemontese e torinese basta pensare al rischio idrogeologico e le alluvioni. Situazioni in cui anche le imprese vengono letteralmente travolte dagli eventi e per le quali è necessario intervenire in soccorso, per salvare non solo l'azienda, ma anche tutto il suo impatto con il territorio, i suoi riflessi sociali.

"È come convivere con un parente malato 24 ore al giorno. Da fuori sembra impossibile, ma quando sei all'interno della situazione ti accorgi che si può fare, ci si adatta e ci si ritaglia lo spazio per ripartire. Per quattro anni abbiamo sentito l'odore della muffa, oggi sentiamo l'odore della calce". Cosi Giovanni Fracasso, presidente della Piccola Industria dell'Unione Industriale di Torino, ha raccontato la testimonianza che gli ha reso un imprenditore abruzzese vittima del sisma. Ma ha aggiunto: "Quel che importa davvero è però prevenire queste situazioni drammatiche, non intervenire a posteriori. E il protocollo vuole proprio intervenire in questo senso".

Le parole d'ordine infatti sono prevenire e prepararsi per rispondere all'emergenza per fenomeni naturali. E tutelare il territorio vuol dire anche tutelare le imprese che lo animano. Da qui l'intesa che mette in comune sinergie operative e opere di prevenzione, pianificazione di una risposta alla crisi per "sopravvivere" e andare avanti.

"L'educazione civica è la sola cosa che può davvero salvare il nostro Paese - ha aggiunto Alberto Sacco, assessore comunale al lavoro e commercio di Torino - e la resilienza è un tema che non si dovrebbe nemmeno più promuovere attraverso convegni, ma purtroppo è ancora necessario farlo per far passare il messaggio".

"Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo, diceva Einstein - ha commentato Fabio Ravanelli, presidente di Confindustria Piemonte - e parlare di resilienza quando si parla di territori che hanno saputo reagire alla catastrofe è il minimo che si possa fare. Dal sisma in Emilia a quello in Abruzzo. Situazioni in cui la solidarietà da parte degli imprenditori per i colleghi si è espressa in maniera evidente. E visto che l'impresa ha anche una funzione sociale, oltre che economica, è giusto sostenere la ripresa di un'intera comunità".

"Chi ha subito l'alluvione del 1994 ne sa qualcosa, soprattutto quando ci si è messa di mezzo anche la burocrazia".

Massimiliano Sciullo

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