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Scuola e formazione | 20 giugno 2018, 15:20

Dalle cucine alla metafisica: la solitudine per i maturandi del Colombatto

Tra le tracce più gettonate all'istituto alberghiero, il saggio breve artistico-letterario. Ma ci si butta anche sui cloni pensando al futuro

Dalle cucine alla metafisica: la solitudine per i maturandi del Colombatto

Non solo ottima manualità e spirito d'accoglienza. Gli studenti dell'istituto alberghiero Colombatto, a Santa Rita, si lasciano andare a voli pindarici e filosofia, durante le sei ore a disposizione per la prima prova di maturità.

Tra le tracce più quotate, spunta infatti il saggio breve artistico-letterario sulla solitudine. Parole evocative, quelle di Petrarca, Quasimodo, Alda Merini. Il tutto sviluppato in relazione al nostro attuale status in un'epoca che galoppa velocemente e forse qualche pezzo se lo lascia indietro. Spiega Nicolò: "Non siamo più capaci di stare soli a causa della massiva digitalizzazione. Io cerco di non stare troppo attaccato a cellulare e computer".

Elena, invece, porta la sua tesi a livelli altissimi, spirituali: "Dalla solitudine si può uscire se c'è dall'alto un Dio che ti aiuta e protegge". Altri hanno ben accolto l'analisi del testo sul "Giardino dei Finzi-Contini", di Giorgio Bassani. "Non conoscevo bene l'autore", ammette Lorenzo, "ma il tema dell'antisemitismo era facile da argomentare".

Alessia invece, solitudine o meno, sul futuro dell'uomo non ha dubbi: "Ho parlato di clonazione, partendo dagli esperimenti fatti sugli animali. Credo che presto capiterà anche all'uomo e non ci sarà più individualità".

Manuela Marascio

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