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Attualità | 26 giugno 2018, 13:23

Torino e Cuneo lavorano insieme per la Giustizia di Comunità

Aiutare le persone che hanno commesso reati, e non sono detenute, a comprendere il significato di quello che hanno fatto e a rimediare: questo l'obiettivo dell'accordo interistituzionale siglato tra Ufficio Interdistrettuale per l'Esecuzione Penale Esterna di Torino, la Città e la Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale di Torino, la Provincia e la Città di Cuneo

Torino e Cuneo lavorano insieme per la Giustizia di Comunità

Aiutare le persone che hanno commesso reati, e non sono detenute, a comprendere il significato di quello che hanno fatto e a rimediare, contribuendo a migliorare concretamente le comunità in cui vivono tramite lavori, iniziative ed eventi. È questo l'obiettivo dell'accordo interistituzionale, primo in Italia, siglato tra Ufficio Interdistrettuale per l'Esecuzione Penale Esterna di Torino, la Città e la Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale di Torino, la Provincia e la Città di Cuneo.

"Il 70% delle persone", ha spiegato il Direttore dell'UIEPE Domenico Arena, "che sconta la pena in carcere dopo 5 anni torna in istituto, mentre solo il 30% di coloro che l'hanno fatto sul territorio torna a delinquere." "Una percentuale", ha aggiunto, "che scende ulteriormente se vengono pensati dei percorsi individuali".

"A differenza della carcerazione", ha osservato il vicesindaco di Cuneo Patrizia Manassero, "le misure alternative rispondono all'idea di giustizia di comunità e restituzione al territorio".

"Così la comunità educante", ha osservato l'assessore alle pari opportunità Marco Giusta, "si mette a disposizione per ricostruire i legami che si sono interrotti".

Le associazioni ed istituzioni che desiderano partecipare proponendo percorsi di giustizia di comunità, iniziative e lavori possono rintracciare l'avviso pubblico sul sito del Ministero della Giustizia, che punta a coinvolgere mille persone a Cuneo e tremila a Torino. Il progetto ha un costo di 435 mila euro.

Cinzia Gatti

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