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Eventi | giovedì 12 luglio 2018, 15:54

I ragazzi dei giardini Alimonda si esibiscono in via Cecchi con canti e balli

Sabato 14 alle 21 insieme alle associazioni Amici di Aurora e Yepp, organizzatrici dello spettacolo messo su con giovani cantanti e ballerini di origine africana

 I ragazzi dei giardini Alimonda, una delle zone più complesse di Torino, spesso alla ribalta della cronaca per situazioni di spaccio e degrado, si esibiscono alla casa del quartiere di via Cecchi 17 con canti e balli. L’appuntamento è per sabato 14 luglio alle 21, insieme alle associazioni Amici di Aurora e Yepp, organizzatrici dello spettacolo messo su con giovani cantanti e ballerini di origine africana. Sono tutti molto giovani ma veramente bravi.

La serata, per questi ragazzi, sarà un'opportunità di esprimersi ed uscire per qualche ora da una situazione di emarginazione. E per i torinesi sarà un modo per scoprire che dietro a volti segnati dalle difficoltà della vita si possono nascondere talenti, o più semplicemente giovani con sogni e speranze. Lo spettacolo sarà ad offerta libera e il ricavato andrà proprio agli artisti. Durante la serata ci sarà anche Refugees Welcome Torino con uno stand dove saranno date informazioni sulla possibilità di accogliere a casa i ragazzi rifugiati.

“Ciò che cercano questi ragazzi è solo una possibilità, un lavoro e una vita serena – afferma Maria Grazia Montaruli, presidente degli Amici di Aurora – Vorrebbero non essere guardati con diffidenza ed emarginati. Il processo di inclusione non è sempre facile, ma se inizia un dialogo tra quartiere e ragazzi, superando le barriere culturali, questo non potrà che portare buoni frutti per tutti”.

Alla serata è prevista anche la partecipazione dell’assessora regionale all’Immigrazione, Monica Cerutti. “Il fenomeno delle migrazioni e il processo di inclusione delle persone che arrivano nel nostro paese può essere gestito solo con l’impegno di tutti i cittadini e le cittadine. – ricorda Cerutti – Per questo sono benvenute quelle iniziative che mirano a stimolare la convivenza pacifica e l’abbattimento dei muri di diffidenza”.

c.s.

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