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Politica | 13 luglio 2018, 14:52

Olimpiadi 2026 a Torino, spaccate maggioranza e minoranza. M5S:"Sì alla candidatura, ma alle nostre condizioni"

La capogruppo Valentina Sganga: "Siamo fortemente critici sul punto 4 della delibera del Coni, che prevede un'accettazione incondizionata, termine per noi irricevibile"

Olimpiadi 2026 a Torino, spaccate maggioranza e minoranza. M5S:"Sì alla candidatura, ma alle nostre condizioni"

Rimane la spaccatura tra maggioranza e minoranza sulla candidatura di Torino alle Olimpiadi del 2026.

Oggi in capigruppo sono infatti stati presentati l'ordine del giorno elaborato da Stefano Lo Russo, Fabrizio Ricca, Silvio Magliano, Osvaldo Napoli, Francesco Tresso, Alberto Morano e Roberto Rosso e la delibera del gruppo consiliare del M5S sui giochi olimpici bis. L'obiettivo era trovare una sintesi tra i due atti, ma così non è stato: lunedì verranno discussi entrambi e votati separatamente.

Distanze insuperabili, come commenta sia la minoranza che la maggioranza al termine della riunione. Ed è proprio la capogruppo del Movimento 5 Stelle Valentina Sganga a sintetizzare la posizione dei suoi: "Siamo fortemente critici sul punto 4 della delibera del Coni che prevede un'accettazione incondizionata, termine per noi irricevibile. L'amministrazione non è disposta a dare le chiavi di Torino in mano al Coni. Il consiglio comunale è un organo democraticamente eletto ed in quanto tale deve porre condizioni".

La delibera dei pentastellati pone quattro condizioni essenziali per proseguire nella candidatura di Torino: l'analisi costi e benefici da parte di un ente terzo scelto preventivamente e su tutte le candidature italiane, il no al debito per gli enti locali, il no al tandem con le altre città candidate e il rispetto dell'indirizzo politico del Consiglio Comunale. Paletti che per la minoranza rendono impossibile condividere l'atto. L'ordine del giorno di Lo Russo, Ricca, Magliano, Napoli, Tresso, Morano e Rosso sintetizzava sia le 13 condizioni del Coni, che i 12 punti del M5S per dire sì alla candidatura.

"Ho chiesto agli altri capigruppo", prosegue Valentina Sganga, "di sottoscrivere il nostro atto: la nostra disponibilità ad accogliere il loro sostegno c'è".

Cinzia Gatti

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