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Economia e lavoro | 17 luglio 2018, 17:58

Ronaldo-mania e Fca, nuova protesta per ricordare le difficoltà degli operai

Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi tra lo sciopero indetto da alcune sigle e la replica di Uilm, nuova azione per esprimere solidarietà ai lavoratori in cassa mentre il calciomercato impazza

Ronaldo-mania e Fca, nuova protesta per ricordare le difficoltà degli operai

Quello tra i lustrini della Cristiano Ronaldo mania e le incertezze occupazionali del mondo FCA è un contrasto troppo stridente per non tornare a galla, in questi giorni. E così, dopo che nei giorni scorsi alcune sigle avevano indetto lo sciopero negli stabilimenti di Melfi e Pomigliano proprio per contestare la spesa legata all'acquisto di CR7 da parte della Juventus, ricevendo anche la replica di condanna da parte di Uilm, una nuova manifestazione di solidarietà agli operai è stata organizzata nelle scorse ore, in prossimità dello Juventus Stadium.

A organizzarla, i reponsabili della Federazione del sociale USB (Unione sindacale di base) e Noi Restiamo Torino. "Nel dibattito nazionale di questi giorni a far scandalo non è che in uno stabilimento (Melfi, ndr) di una delle aziende più importanti nel Paese si annunci la messa in cassa integrazione di 1640 operai (su 7000) - spiegano gli organizzatori -, ma uno sciopero richiamato da quegli stessi operai".

"Non è sicuramente Ronaldo il problema - proseguono - che anzi è uno dei pochi giocatori di fama mondiale che ha preso negli anni posizione su alcuni temi politici (si veda la sua solidarietà alla causa palestinese) e siamo anche consapevoli che la FCA non è la Juventus. Ma il padrone è lo stesso e la cosa inaccettabile, al di là dell’ammontare del compenso di alcuni giocatori, è che nessuno si preoccupi delle politiche industriali di questo Paese. Dopo anni di ristrutturazioni nel mondo del lavoro con perdita di diritti sociali e peggioramento delle condizioni di lavoro imposte anche dentro la FCA, si accetta poi supinamente che un’azienda cresciuta e arricchitasi con il lavoro di generazioni di operai in questo Paese possa poi decidere di investire altrove".

Da qui, la decisione di manifestare: "Questo sciopero ha avuto il merito di riportare la questione operaia, e più in generale del lavoro, al centro del dibattito nazionale, per poche ore e spesso ridicolizzato dai media principali, ma è pur sempre tornato sotto i riflettori. In un Paese in cui la disoccupazione resta una problematica scottante, i giovani sono costretti a lavorare all'estero e sono raddoppiati in meno di dieci anni gli italiani che vivono sotto la soglia di povertà non possiamo schierarci che con chi rivendica invece un lavoro e un salario dignitoso. Riscontriamo infatti ogni giorno le difficoltà che derivano dai continui attacchi al mondo del lavoro, in tema di diritti e di opportunità lavorative ed è per questo che riconosciamo l’importanza di costruire solidarietà che sappia mettere in campo un’organizzazione in grado di unire settori diversi del lavoro ugualmente sfruttati e opporsi ai continui attacchi che viviamo".

Massimiliano Sciullo

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