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Viabilità e trasporti | 17 luglio 2018, 07:00

Metrò lungo corso Orbassano fino al San Luigi: così la periferia Sud cambia volto (e mezzi)

Si è tenuta ieri una commissione congiunta tra le Circoscrizioni 2 e 8 sul progetto Linea 2. “Deve partire da Torino Sud”, affermano le due giunte. Ma si stanno valutando i dati di traffico e le varie ipotesi di prolungamento

Metrò lungo corso Orbassano fino al San Luigi: così la periferia Sud cambia volto (e mezzi)

Per chi abita da quelle parti è quasi fantascienza: immaginare l’asse viario che collega la Crocetta a Mirafiori costellato di stazioni della metropolitana, una dietro l’altra. “Dieci minuti di tragitto da via Anselmetti a Porta Nuova”, afferma Attilio Marra, uno dei tecnici comunali che si stanno occupando del progetto Linea 2. Tempistiche lampo, incredibili solo a pensarci.

Eppure è proprio così che si prospetta il futuro tragitto a sotterraneo della Torino Sud, che, collegando la stazione centrale e il Politecnico, scenderebbe giù in picchiata andando a toccare le piazze nevralgiche del quartiere Santa Rita: oltre a quella da cui prende in nome, anche Pitagora, Omero, Cattaneo. Poi un punto interrogativo sulla fantomatica “Piazza Mirafiori”, al momento inesistente, che sarebbe da costruire nella convergenza tra corso Settembrini e strada del Portone, poco prima che il traffico automobilistico esca del tutto da Torino per immettersi nella tangenziale o proseguire verso Beinasco. Ma, in linea di massima, la metropolitana “meridionale” del capoluogo avrà il suo letto completamente in corso Orbassano.

Un piano illustrato ieri durante la commissione congiunta tra le Circoscrizioni 2 e 8, per spiegare ai cittadini i vari passaggi ancora da compiere prima di arrivare al progetto preliminare (che andrà presentato entro dicembre 2018) e raccogliere eventuali commenti o proposte di modifica.

Al momento sono al vaglio due ipotesi di prolungamento, rispetto all’idea iniziale: a nord verso San Mauro-Pescarito, a sud verso Orbassano (in particolare l’ospedale San Luigi) o verso piazza Bengasi, andando quindi a ricongiungersi con la Linea 1 (ancora da completare).

In base alle analisi dei big data, che mostrano i flussi di traffico quotidiani della popolazione, agli esperti sembrerebbe più congeniale una prosecuzione del tracciato verso la cintura, servendo così un bacino d’utenza molto ampio. “Questo consentirà di non avere una linea asfittica”, spiega Marra, “e far sì che la metropolitana possa viaggiare sulle proprie gambe senza gravare economicamente i cittadini per mantenerla in vita”. Mentre l’ipotesi piazza Bengasi “è in questi giorni sotto osservazione da parte dei professionisti, che faranno le loro valutazioni in termini di utilità e costi”.

E sulla diatriba che ha messo la periferia nord sul piede di guerra per l’inizio dei lavori, le amministrazioni territoriali non hanno dubbi. “Che la costruzione della metropolitana parta da Torino sud”, ha dichiarato il vicepresidente della Otto Massimiliano Miano al termine dell’incontro pubblico. “A nord esiste già il servizio ferroviario metropolitano della stazione Rebaudengo, che in pochi minuti porta i cittadini di Barriera al Lingotto. Mirafiori al momento è sprovvista di un collegamento del genere, qui ci sono solo trasporti pubblici di superficie”.

Intanto si stanno effettuando i rilievi del terreno per individuare tutti gli eventuali ostacoli al passaggio della macchina scavatrice sotto corso Orbassano. Ma è in superficie che ancora tutto tace. Di certo i residenti non “sentono” la questione con la stessa passione che anima la parte settentrionale della città. Tuttavia anche qui potrebbe riproporsi lo stesso scenario già visto per la Linea 1: lo spauracchio dei cantieri proprio in prossimità di tanti esercizi commerciali. Mentre in piazza Bengasi ancora aspettano di veder finire l’agonia dei negozi soffocati dai lavori.

Manuela Marascio

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