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Economia e lavoro | 19 luglio 2018, 11:15

Gli industriali in pressing su Appendino: "Giochi e TAV sono due occasioni che non si possono perdere"

Gallina: "Sembra che i Giochi li si voglia perdere apposta per questioni di principio. E non sapevamo del dossier portato dalla sindaca a Roma. Qui ne va del futuro e della reputazione internazionale del territorio"

Il presidente Dario Gallina e la sindaca Chiara Appendino in una foto d'archivio

Il presidente Dario Gallina e la sindaca Chiara Appendino in una foto d'archivio

È una questione economica, ma anche di credibilità internazionale. E di "treni" che non passano piu. Sulla scrivania di Dario Gallina, presidente dell'Unione Industriale di Torino, i due "dossier" di Torino 2026 e TAV sono collocati uno vicino all'altro. E li guarda entrambi con la stessa apprensione.

A cominciare dai Giochi: "Se perdessimo questo treno olimpico sarebbe un'enorme opportunità buttata via per il territorio. Anche perché abbiamo appurato che sarebbero Green e sostenibili, ma sembra che dietro tutto ci sia una questione di principio. Una volontà di non farli. Mentre un territorio come il nostro avrebbe grande bisogno di una spinta di questo genere".

Come già sottolineato più volte "il territorio è pronto e il mondo delle imprese ha già dato la propria disponibilità. Chi ha compiti di governo dovrebbe avere una visione complessiva e capire che mentre Milano è già tornata a livelli pre crisi, a Torino un impulso simile sarebbe prezioso".

E di "treno che non ripassa" si parla - non solo in maniera metaforica - con la Tav. "Non sapevano del dossier portato dalla sindaca Chiara Appendino a Roma. Spero ne sia stata solo ambasciatrice - dice Gallina - perché uno stop sarebbe un insuccesso per il territorio forse ancora più grave che le Olimpiadi. Le ripercussioni sarebbero spalmate su almeno 50 anni se non un secolo, sia in termini occupazionali che di reputazione internazionale. Peraltro, i costi e le spese sarebbero ormai paragonabili a quelle di completamento, che peraltro sostiene in buona parte l'Europa".

Il timore è che, senza TAV, Torino, il Piemonte è l'Italia rimarrebbero tagliati fuori dalle vie di collegamento e di scambio delle merci. "Se non passassero qui da noi, passerebbero sopra le Alpi, rendendoci un territorio marginale. Anche per far capire questo concetto a settembre organizzeremo un evento con le altre regioni del Nord Ovest: la nuova logistica sarebbe un'opportunità enorme per tutti, collegando la linea nord-sud con quella dei porti di Vado e Genova e tra Est e Ovest".

Massimiliano Sciullo

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