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Ambiente e Natura | 20 luglio 2018, 14:26

Task force degli enti locali e del sistema-montagna contro gli incendi boschivi

Uncem Piemonte per il monitoraggio e l'impegno di volontari, operai forestali, unioni e comunità montane

Task force degli enti locali e del sistema-montagna contro gli incendi boschivi

Volontari antincendi boschivi, operai forestali, impegno diretto delle Comunità e delle Unioni montane, lavoro sinergico con Regioni, Vigili del Fuoco e Forze dell'ordine. Sono questi i quattro pilastri individuati da Uncem per la prevenzione e la gestione dell'emergenza incendi boschivi che interessa purtroppo ogni anno molte aree forestali delle Alpi e degli Appennini.

Le gravi situazioni di crisi, in molte zone montane della Penisola, registrate nel 2017 hanno determinato un nuovo e più radicale impegno degli Enti locali nella prevenzione che si realizza con monitoraggio e gestione attiva del bosco, attività coordinate dagli Enti locali con le Regioni, le organizzazioni di volontari e di concerto con le forze dell'ordine. Con una certezza: "Quel fuoco della Val di Susa, dei versanti del Vesuvio, delle pinete di Castel Fusano - spiega Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - non è solo un'emergenza della montagna. Non è solo un problema che riguarda venti o trenta piccoli Comuni della periferia dell'impero".

"Non sono solo dei boschi che bruciano con il fuoco che spinto dal vento si avvicina alle case e si mangia le ultime baite e gli alpeggi in quota. I giorni drammatici vissuti in quelle aree sono un ennesimo campanello d'allarme sulle quotidiane sfide dei cambiamenti climatici che toccano Appennini e Alpi, sulla natura che ha un corso incontrollato e che ci vede poco attenti, sul bosco non gestito, in crescita continua, che svolge delle funzioni che ora non sono più, ma anche su temi sociali, antropologici e istituzionali sui quali aprire gli occhi".

"Spopolamento e abbandono rendono i territori più fragili e anche più esposti ad emergenze ambientali e anche a incendi boschivi. Le città, chi vive nelle aree urbane non può essere indifferente a queste situazioni, perché i sistemi territoriali sono in dialogo stretto tra loro. Il rischio incendi, il bosco che brucia e perde di valore è un danno per Roma, Torino, Napoli. Non assorbirà più Co2, non svolgerà più le sue funzioni protettive, occorreranno decenni per il ripristino e per la rigenerazione. È un tema che va posto alla politica e alle istituzioni. La gestione forestale attiva, prevista nel Codice forestale del quale attendiamo i nove decreti attuativi, è la prima insostituibile fonte di prevenzione".

Uncem proporrà nei prossimi giorni un documento alla Presidenza del Consiglio, al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa e al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio, a tutti i Parlamentari e ai vertici della Protezione civile nazionale, dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri-Forestali (in attesa che si definisca in toto l'assetto del Corpo forestale dello Stato). Il documento conterrà l'impegno delle Unioni montane e delle Comunità montane per la pianificazione forestale e la gestione attiva del bosco, ma anche per il monitoraggio e la prevenzione dei roghi; conterrà una necessaria valorizzazione per gli Operai forestali regionali, per le imprese e le cooperative che operano nel settore della filiera bosco-legno.

Fondamentale l'impegno dei volontari: molte Regioni hanno attivato da anni con successo sistemi "antincendi boschivi" composti da donne e uomini formati ed esperti, con efficaci mezzi in dotazione. Modelli replicabili dove non oggi esistono. Il documento punterà anche sulla definizione di "catene decisionali" univoche e sui sistemi per il monitoraggio, come sensoristica e droni, oltre a banche dati e la proposta di prodotti innovativi per l'estinzione dei roghi brevettati da Università italiane e statunitensi. Poi, un piano di investimenti nazionale su mini e micro invasi per l'uso plurimo di acqua, compreso l'anticendio
boschivo.

"Di certo, il ruolo delle Autonomie - prosegue Bussone - nel processo di governo del territorio è decisivo. I Sindaci e gli Amministratori locali hanno grandi responsabilità di protezione civile, sono in prima linea, vanno dunque sostenuti e agevolati con risorse e programmi regionali definiti, stabili nel tempo, trovando le migliori situazioni nelle diverse realtà italiane, da replicare".

c.s.

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