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Economia e lavoro | 20 luglio 2018, 19:05

Embraco, festa finale: "La nostra storia deve diventare un esempio"

I rappresentanti di Ventures, i sindacati, ma soprattutto i lavoratori hanno celebrato oggi all'interno dello stabilimento la fine della vertenza. "Un nuovo inizio, perché in Italia si può ancora investire e fare impresa"

Embraco, festa finale: "La nostra storia deve diventare un esempio"

Un palco con le sedie distribuite attorno a un tavolo coperto da una tovaglia bianca e da una, più piccola, di colore azzurro messa di traverso. Sotto, a poca distanza, tante sedie occupate da volti e cuori che fino a ieri erano cinti d'assedio da incertezza e sconforto, ma che oggi si aprono in sorrisi e battiti di serenità e di speranza.
Si è celebrata così, come in una sorta di Messa laica, la festa per la conclusione (positiva) della vertenza Embraco. Proprio nello stabilimento di Riva di Chieri che è stato per mesi la cornice delle proteste e delle manifestazioni (insieme a incontri con politici, ministri, addirittura il Papa e con un'incursione anche al Festival di Sanremo) e che ora - sotto la guida di Ventures e con la prospettiva di Astelav - è pronto a ripartire. Senza cedere all'ottimismo sfernato, ma con una visione del futuro decisamente più rosea. Dove prima c'erano 500 posti di lavoro a rischio, oggi c'è una nuova storia da scrivere.

Sono state parole dette al microfono, ma anche applausi. Un collettivo sospiro di sollievo prima di un brindisi tutti insieme. "La manifestazione di oggi ha certificato la chiusura del rapporto con Whirlpool, che si è dimostrata un interlocutore serio e affidabile - afferma Dario Basso, segretario provinciale della Uilm - e la contestuale apertura della collaborazione con la Ventures. Con la nuova proprietà attiveremo un costante e attento monitoraggio che eviti di incorrere in derive negative. I lavoratori vogliono vedere realizzati nei fatti gli obiettivi industriali annunciati, che hanno la potenzialità di garantire loro una giusta tranquillità occupazionale".

"Se c'è qualcosa che si è realizzato con la vostra esperienza, a parte la soluzione per i posti di lavoro - ha detto Lino Lamendola, sindacalista Fiom - è che è stato finalmente sollevato un problema, quello della responsabilità sociale delle aziende, che vale per tutta l'Italia e che è arrivato anche al Parlamento Europeo. E' una responsabilità scritta anche nella Costituzione".

Stessa lunghezza d'onda anche per Ugo Bolognesi, anche lui sindacalista Fiom per Embraco: "Oggi siamo ottimisti, vigileremo, ma le premesse ci sono tutte affinché questo non sia un caso eccezionale, ma un esempio. Le aziende che vanno via dall'Italia devono occuparsi del destino dei lavoratori, senza lasciarli nella disperazione e in mezzo a una strada. Adesso però ci aspettiamo anche dal Governo qualcosa di concreto: quelle politiche industriali che mancano da 30 anni in Italia".

Microfono e voce anche per Arcangelo Montemarano, sindacalista Fim: "Da qui parte una nuova avventura. Riva di Chieri dimostra come in Italia si possa ancora investire e dare occupazione".

La voce rotta dall'emozione è quella di Daniele Barbuto, delegato Fiom in Embraco, che ha ricordato chi come lui ha lottato e manifestato fin dal primo giorno: "Oggi per noi è una festa. Una festa per le persone che hanno lottato e che hanno difeso il loro posto di lavoro. Tutti uniti andremo avanti".

Massimiliano Sciullo

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