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Attualità | 21 luglio 2018, 15:15

Piazza Risorgimento, da modello “smart” a simbolo di abbandono

Il Comitato Torino Bcps denuncia una situazione critica con il ritorno di spaccio e prostituzione. Oltre a richiedere maggiore sicurezza, residenti e commercianti invocano riqualificazione

Piazza Risorgimento, da modello “smart” a simbolo di abbandono

“Non vogliamo che Piazza Risorgimento si trasformi in una Barriera di Milano 2”: è con questo monito, che chiama in causa il noto quartiere residenziale meneghino e quello popolare sabaudo, che il Comitato Torino Bcps intende segnalare una situazione critica che si protrae da qualche tempo.

“Da quando l'azienda Planet Idea ha concluso il progetto Torino Living Lab sulle Smart Cities – spiega Barbara Bordon - la piazza è lasciata al proprio destino: i punti di aggregazione scarseggiano o sono in difficoltà, molti negozi chiudono, il vandalismo dilaga anche sulle opere del MAU e c'è un bivacco costante di senza fissa dimora con relativo abbandono di spazzatura e bisogni fisiologici; in più, negli ultimi mesi abbiamo assistito al ritorno di fenomeni come spaccio e prostituzione, spesso consumati nei bagni pubblici. Residenti e negozianti si lamentano perché non si sentono sicuri”.

I commercianti, chiamati direttamente in causa, confermano le problematiche rilevate dal Comitato e segnalano ulteriori criticità. Rosy, che da qualche mese ha preso in gestione il bar-chiosco, lamenta di aver subito numerosi furti: “Di giorno nei bagni pubblici si consumano droga e rapporti sessuali mentre la sera, quando sono chiusi, chi bivacca sulla piazza viene a urinare qui. Spesso, inoltre, ci rubano i posacenere di plastica dai tavoli e, addirittura, le brioche scavalcando la serranda del dehors”.

Caterina, a pochi giorni dalla chiusura definitiva del suo negozio di prodotti per animali, incalza: “Piazza Risorgimento è diventata un dormitorio e gabinetto pubblico, a un paio di clienti hanno anche rubato cellulare e catenina; il campanello che ho fatto installare è servito eccome”; anche Daniela, una residente, è dello stesso avviso: “Vivo qui dal 1960 e, in tutti questi anni, ho visto progressivamente degradare la piazza. Tra i tanti problemi, a mio avviso quello più grave è rappresentato dalla vendita di alcolici ai minorenni”.

Un'altra commerciante, che preferisce restare anonima, aggiunge: “Nell'ultimo anno e mezzo ho subito quattro tentativi di rapina, ricorrere alla sicurezza privata è stata la soluzione migliore”. Unica voce fuori dal coro è quella di Pino, titolare di un negozio di materiale elettrico: “In un anno e mezzo di attività non ho mai avuto nessun problema”, dichiara.

I rappresentanti della Circoscrizione 4, interpellati sulla situazione, esprimono posizioni più caute: “In Piazza Risorgimento non esiste un problema di sicurezza ma di disturbo della quiete pubblica. La prostituzione non c'è mentre lo spaccio è concentrato in tutta la zona; su tutto il territorio del borgo, inoltre, esistono centri d'incontro, bar e birrerie quindi i punti di aggregazione non mancano”, sostiene  il presidente Claudio Cerrato.

Leggermente diversa l'opinione del presidente della Commissione di Quartiere Campidoglio/San Donato Gianvito Pontrandolfo: “Le problematiche sono evidenti ma non gravissime: essendo poco vissuta, la piazza viene occupata da persone che rumoreggiano anche fino a tardi. Occorre portare progettualità, facendo qualcosa che crei aggregazione in tutto il quartiere”. Secondo il capo-gruppo di Torino in Comune Simone Ciabattoni, infine, il problema è di “mancanza di presidio pubblico e di vivibilità della piazza. Quando si vive una zona e la si occupa con manifestazioni culturali, ambientali e di socialità si limitano anche i fenomeni di delinquenza”.

“Per quanto riguarda i senza fissa dimora – conclude Ciabattoni - il problema non è di ordine pubblico o di degrado ma sociale, pertanto andrebbe affrontato dall'amministrazione comunale con politiche attive”.

Marco Berton

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