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Economia e lavoro | 23 luglio 2018, 17:12

Decreto dignità, la Cgil: "In provincia di Torino a rischio migliaia di rinnovi di contratti a termine e in somministrazione"

Sono circa 15mila le persone che, tra contratti a termine e in somministrazione, lavorano attualmente senza interruzioni da più di 12 mesi

Decreto dignità, la Cgil: "In provincia di Torino a rischio migliaia di rinnovi di contratti a termine e in somministrazione"

La Cgil di Torino esprime forte preoccupazione per la sorte delle migliaia di lavoratrici e lavoratori con contratto a termine o in somministrazione che, avendo superato 12 mesi o 24 mesi, rischiano di non continuare a lavorare ed essere sostituiti. In provincia di Torino sono circa 15mila le persone che, tra contratti a termine e in somministrazione, lavorano attualmente senza interruzioni da più di 12 mesi.

Tale dato è molto sottostimato in quanto include solo i contratti stipulati in origine con durate previste superiori all'anno. Non si tiene conto, infatti, che a questi andrebbero sommati i contratti di durata iniziale inferiore e che successivamente sono stati prorogati o rinnovati, superando i 12 mesi di anzianità.

La Cgil chiede che nella fase di conversione in Legge del decreto, vengano previste misure che garantiscano per lavoratrici e lavoratori continuità occupazionale.

E' necessario quindi estendere e generalizzare un diritto di precedenza effettivo, sia sui rinnovi dei contratti a termine e di somministrazione che sulle assunzioni a tempo indeterminato.

Una norma che, se resa strutturale, eviterebbe il rischio concreto del turn-over per cui scaduti i 12 mesi o i 24 con causale, si avvierebbe la stabilizzazione.

Con l'inserimento della causale, il decreto si muove timidamente nella direzione giusta ma non è sufficiente. La centralità e la tutela del lavoro passano attraverso una riforma complessiva che estenda i diritti e le tutele, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro: questo è quanto chiede la Cgil, questo è quanto già da tempo rivendicato attraverso la Carta dei Diritti Universali del Lavoro.

Inoltre si denuncia il rischio che con l'introduzione dei voucher in agricoltura e turismo e senza una modifica del lavoro intermittente (a chiamata), una parte consistente delle professionalità più basse si spostino su questi rapporti di lavoro ancora più precari.

Il risultato degli interventi sarebbe, di conseguenza, una ulteriore precarizzazione e sfruttamento in particolare per le fasce più deboli nel mercato del lavoro.

La Cgil di Torino, con le proprie categorie di settore, aprirà confronti nelle aziende con l'obiettivo di stabilizzare gli attuali precari e per garantirne la continuità occupazionale.

Categorie a rischio: il grande affare dei casino legali

C’è un settore colpito in maniera diretta dal Decreto Dignità, ed è quello del gioco. Il governo a guida M5S-Lega, infatti, ha incluso nel decreto una serie di norme volte a scoraggiare il ricorso al gioco d’azzardo. La ragione è un inasprimento della lotta alla ludopatia, una forma di dipendenza per la quale sono in cura circa 12.000 italiani.

Eppure, parliamo di un’industria regolamentata e del tutto legale, che genera un incasso, per lo Stato italiano, di circa 10 miliardi di euro su base annua. In Italia, il settore del gioco dà lavoro ad aziende produttrici di giochi e migliaia di gestori e punti vendita, per un totale di circa 300.000 occupati. A questo punto, è lecito chiedersi se le misure di taglio proibizionista varate dal governo non possano, semmai, avere un effetto boomerang, aumentando il flusso di giocatori verso casino online non autorizzati e, in sostanza, illegali. Agimeg, agenzia per il mercato del gioco, stima una perdita attorno al 20% per il settore, mentre i dati diffusi da Nielsen prevedono una perdita di circa 40 milioni solo per il prossimo anno.

Come e dove giocano gli italiani

Se per attendere gli effetti del Decreto Dignità bisognerà aspettare ancora del tempo, la crescita del gioco – online e non – è lì da vedere. Ma come e dove possono giocare gli italiani? La risposta la si può avere consultando la lista di giochi su casinosumobile.it. I dati ufficiali Agimeg dicono che le slot machine sono il gioco più gettonato, con una spesa di circa 10 miliardi di euro e un ritorno erariale di quasi 5 miliardi. Anche Lotto e Lotterie/Gratta&vinci hanno garantito un ritorno allo Stato superiore al miliardo di euro, mentre i giochi di abilità a distanza si sono fermati a “soli” 144 milioni. Vediamo se questi dati verranno riconfermati anche con gli effetti del Decreto Dignità.

c.s.

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