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Politica | giovedì 09 agosto 2018, 17:10

Aurora denuncia: “Droga davanti alla Parini”. E il comitato scrive alla sindaca

Lettera aperta da parte del comitato Insieme per Aurora, che segnala la presenza di spacciatori nei pressi della scuola Parini. “Giorno e notte, sabato e domenica, festivi compresi”

Una lunga missiva, indirizzata alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, da parte di un membro del comitato Insieme per Aurora, che ha preferito restare anonimo e firmare soltanto con le iniziali: A.M.

Nel testo, si segnala il problema dello spaccio, una delle piaghe contro le quali, negli ultimi tempi, è avvenuta una stretta da parte delle Forze dell’ordine che però non è ancora sufficiente a debellare il fenomeno. E questo vale per tutta la città. Ma nella lettera si sottolinea la presenza degli spacciatori nei dintorni della scuola Parini, che occupa il primo isolato di corso Brescia, all’angolo con corso Giulio Cesare.

“Si spaccia droga sotto i muri di una scuola elementare – si legge – e lo si fa giorno e notte, sabato e domenica, festivi compresi. […] una piazza di spaccio vuol dire una struttura: sentinelle, spacciatori, supervisori, si crea un clima intimidatorio nel quale non sei libero di affacciarti alla finestra, se abiti in un palazzo “normale”, se invece abiti in un palazzo controllato dagli spacciatori allora le cose cambiano: non sei libero di lamentarti di nulla, non sei libero di chiamare la Polizia, sei oppresso dagli spacciatori che hanno il controllo della piazza di spaccio”.

La lettera suggerisce come una delle cause dell’alta concentrazione di spaccio in quell’isolato possa essere la presenza di “un’area molto grande che appartiene alla città metropolitana, in sfascio completo”. Ma c’è anche la presenza di un palazzo, il civico 5 di corso Brescia, che si trova in stato di abbandono. “Non è abbandonato – precisa il comitato – ma è come se fosse terra di nessuno: è in uno stato di degrado totale. Questo palazzo è la causa principale perché consente appoggio logistico, un luogo dove occultare la droga con la complicità dei residenti, i quali probabilmente farebbero volentieri a meno di farlo, ma non ne hanno la forza”.

Il comitato chiede quindi un intervento per contrastare questa situazione. “Sono gli ultimi – conclude – a farsi carico del costo dell’integrazione in un Paese dove non esiste una politica dell’integrazone”.

Paolo Morelli

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