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Economia e lavoro | venerdì 10 agosto 2018, 19:23

Crisi Tundo, l’azienda replica ma i dipendenti attaccano. Il deputato De Lorenzis: “Non ne ero al corrente”

Ieri la visita del parlamentare grillino all’azienda in Puglia, dove l’ha definita “un modello” facendo riesplodere la polemica a Torino. L’azienda ha smentito, il deputato ammette di non conoscere la situazione

Crisi Tundo, l’azienda replica ma i dipendenti attaccano. Il deputato De Lorenzis: “Non ne ero al corrente”

Botta e risposta tra Enrico Tundo, proprietario della Tundo spa, e i dipendenti, che aspettano gli stipendi arretrati e sono in piena agitazione a Torino. La polemica si è accesa nuovamente dopo che ieri, nella sede di Zollino (Le), Tundo aveva ricevuto la visita del deputato grillino Diego De Lorenzis, vicepresidente della Commissione trasporti della Camera, che aveva definito l’azienda “un modello”. Parole che non sono andate giù ai lavoratori, che si sono infuriati e hanno scritto al deputato per segnalare quanto invece la realtà della Tundo sia ben diversa.

Non si è fatta attendere la replica del proprietario, che ha parlato di “articoli dal contenuto fuorviante” precisando che i dipendenti sarebbero in attesa di una sola mensilità, non di tre o quattro (a seconda dei casi). “Le difficoltà che l’azienda riscontra nel pagamento puntuale degli stipendi – ha spiegato Tundo – sono da ricondursi alle problematiche legate all’assenza di liquidità, causata da una pressione fiscale asfissiante e soprattutto, e di non poco conto, dai ritardi dei pagamenti da parte delle stazioni appaltanti. Inoltre, negli ultimi anni, l’introduzione dello split payment ha penalizzato ulteriormente la società dove i soldi escono e non rientrano”. Con questa nuova norma, introdotta quest’anno, la pubblica amministrazione paga direttamente all’erario la quota dell’Iva dovuta, anziché versarla alle aziende che poi a loro volta pagherebbero le tasse.

Anche il deputato De Lorenzis, alla luce della polemica esplosa nelle ultime ore, è intervenuto con un post su Facebook, anche a seguito delle numerose segnalazioni che gli sono state inviate. “Ovviamente, non potevo essere al corrente di queste situazioni – ha scritto –. Non ho motivo di dubitare che quanto riportato sia veritiero e mi auguro che i lavoratori abbiano presto quanto dovuto”. “Non siamo giudici, avvocati o sindacalisti – ha aggiunto – ed è ovvio che aver visitato questa azienda, come tante altre, serve proprio per far emergere le criticità del nostro sistema economico”. Ha poi ribadito che l’azione del Governo è volta al rispetto della legalità per favorire i diritti dei lavoratori. “Auspico – ha concluso – che tutte le aziende possano rimanere in Italia, competere senza scorrette discriminazioni e vantaggi, rispettando senza eccezioni lavoratori, le loro famiglie e i loro diritti”.

Ma i commenti al post del deputato sono tutt’altro che sereni, in quanto, ancora adesso, si susseguono le denunce da parte dei dipendenti che smentiscono l’azienda. La situazione, nonostante la replica di Enrico Tundo, non appare affatto “sinergica e collaborativa” come ha sottolineato nel comunicato diffuso oggi, scaricando la responsabilità dei ritardi sul sistema fiscale. Ora appare probabile, nelle prossime settimane, un nuovo intervento da parte dell’assessorato ai Servizi educativi del Comune di Torino.

Paolo Morelli

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