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Economia e lavoro | giovedì 16 agosto 2018, 17:40

Dopo il caso Monsanto la richiesta di Coldiretti: "Bloccare i prodotti stranieri che non rispettano le regole"

Galliati e Rivarossa: "L'Italia deve mantenersi all'avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare e difendere il made in Piemonte"

In Italia è vietato l’uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili” quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma anche in campagna in pre-raccolta “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura”. Lo rende noto Coldiretti nel sottolineare gli effetti del decreto del Ministero della Salute in vigore dal 22 agosto del 2016 in riferimento alla condanna in Usa della Monsanto.

“L’Italia deve mantenersi all’avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare nell’Unione Europea e fare in modo che – evidenziano Fabrizio Galliati vicepresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato confederale – le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità da noi vietate. Dobbiamo difendere i primati acquisiti dall’Italia nella sicurezza alimentare ed ambientale, confermati anche dall'ultimo rapporto del Ministero della Salute. Per questo la nostra Organizzazione porta avanti la battaglia contro il Ceta ed il Mercosur, accordi che, come abbiamo già più volte ribadito, mettono a rischio la qualità eccellente delle produzioni piemontesi. Ad essere colpiti sono soprattutto, per quanto riguarda il Ceta, il comparto vitivinicolo, quello dei bovini da carne e dei prodotti lattiero-caseari, in particolare il Gorgonzola di cui il Piemonte ha prodotto nell’ultimo anno 40 mila tonnellate, circa il 50% della produzione nazionale; mentre per il Mercosur, è soprattutto la risicoltura ad essere danneggiata, già messa in crisi dalle importazioni a dazio zero dal sud est asiatico".

"La nostra agricoltura – concludono Galliati e Rivarossa – è la più green d’Europa con la maggior percentuale di prodotti agroalimentari in regola per residui chimici irregolari, la leadership nel biologico e, per quanto riguarda il Piemonte, 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc. Dobbiamo, quindi, bloccare i prodotti che arrivano dall’estero e che non rispettano le nostre norme di sicurezza andando a ledere l’immagine delle produzioni e la sicurezza alimentare”.

r.g.

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