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Attualità | 26 agosto 2018, 07:10

Servizio Civile: 313 progetti in Piemonte, il 50% in provincia di Torino

Pubblicato, dopo settimane di attesa, il nuovo bando: 1169 i volontari ricercati sul territorio regionale. Secondo i responsabili degli enti il ritardo potrebbe provocare criticità

Servizio Civile: 313 progetti in Piemonte, il 50% in provincia di Torino

È stato pubblicato lunedì 20 il nuovo bando per il Servizio Civile Nazionale e Universale (http://www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it): gli aspiranti volontari avranno modo di sperimentarsi, per un anno, in enti e organizzazioni sparse su tutto il territorio italiano. In Piemonte sono 313 i progetti approvati, presentati dagli enti accreditati all'albo regionale, che impegneranno in totale 1169 giovani; secondo i dati diffusi dalla Regione, il 50% dei posti disponibili è in provincia di Torino, il 17% a Cuneo, il 16% ad Asti e i restanti sono suddivisi tra Novara, Biella e VCO.

Potranno presentare la propria candidatura, come di consueto, ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni con cittadinanza italiana, o provenienti da stati UE o extra-UE purché regolarmente soggiornanti in Italia, che non abbiano avuto condanne anche non definitive. Le domande dovranno essere recapitate all'ente prescelto a mano, mediante raccomandata con avviso di ricevimento o tramite PEC, entro e non oltre il 28 settembre (alle ore 18 in caso di domande consegnate a mano); per i volontari è previsto un rimborso spese mensile, rimasto invariato, di 433,80 €.

Il bando, nell'anno che segna l'esordio graduale della nuova normativa sul Servizio Civile Universale, si è fatto attendere più del previsto, creando qualche grattacapo alle organizzazioni coinvolte. Nessuna problematica è stata riscontrata dalla Regione Piemonte: “Pur non avendo competenza in materia – spiega Patrizia Pigoli dell'ufficio per il servizio civile – possiamo immaginare che l'attesa sia dovuta a motivi tecnici come, ad esempio, errori nelle procedure o nella redazione del bando, le rettifiche comportano inevitabilmente un dilatamento delle tempistiche. Sicuramente ci aspettavamo che uscisse prima ma non possiamo parlare di ritardo perché non era prevista una data di scadenza: la cosa è stata comunque gestita in assoluta tranquillità da enti, famiglie e giovani, con cui abbiamo un ottimo rapporto. Inoltre, il periodo è il migliore perché gli esami di maturità sono conclusi e le matricole universitarie hanno già compiuto la propria scelta di studio”.

Senza allarmismi immotivati, i responsabili dei vari progetti fanno però notare le criticità che potrebbero emergere in fase di reclutamento. Laura Barbato di ANPAS Piemonte (attiva negli ambiti soccorso e trasporto) esprime qualche preoccupazione sulla mancata continuità nel corso dell'anno: “I volontari attualmente in servizio – spiega - termineranno la propria esperienza quest'autunno, mentre quelli nuovi non inizieranno prima del 2019: questo potrebbe causare qualche difficoltà soprattutto a chi si occupa dei servizi di soccorso e di trasporto assistenziale come la Croce Verde, che si troverebbe improvvisamente a corto di volontari”. Secondo Helene Monjarret del Cecchi Point (aggregazione, educazionel'uscita del bando nel periodo estivo potrebbe invece penalizzare i potenziali candidati: “Nella scorsa edizione – commenta - chi aveva già organizzato le vacanze, lavorava o era impegnato in un'esperienza di volontariato estiva non era riuscito a presentarsi al colloquio; quest'anno ci eravamo anche portati avanti organizzando, tra giugno a luglio, degli incontri di presentazione con le testimonianze dei vecchi volontari: la mancata uscita del bando non ci ha agevolato nella promozione di questi eventi, che hanno avuto un riscontro molto basso”. Lo stesso punto di vista viene espresso anche da Giada Morandi di Associazione Verba (disabilità, pari opportunità e inclusione sociale): “Stavamo aspettando il bando da un paio di mesi, farlo uscire ad agosto è problematico perché il 90% delle persone è in ferie. Più che le lungaggini, comunque, il problema vero per noi riguarda l'inizio del periodo di servizio: a settembre è perfetto perché è il momento in cui riprogrammiamo le attività, in primavera più difficile perché le stesse sono già avviate da tempo”.

Al di là delle difficoltà, resta innegabile l'apporto dato da chi sceglie di intraprendere questa avventura: "I ragazzi – conclude Morandi - sono una risorsa preziosa non solo in termini di lavoro ma anche, e soprattutto, per l'apporto creativo di nuove idee che ogni anno ci fanno guardare con occhi nuovi e diversi alcune parti del nostro lavoro, permettendoci di migliorarlo”.

Marco Berton

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