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Eventi | 26 agosto 2018, 10:10

Al Bunker Camp – Riviera di Milano il documentario “Banksy Does New York”

La proiezione si inserisce nella cornice del progetto promosso da RAT, Astoria, WAD e Bunker Sport, sorto per animare i giorni d’estate in Barriera di Milano

Al Bunker Camp – Riviera di Milano il documentario “Banksy Does New York”

Una vacanza in città, ma in stile balneare: è questo l’obiettivo proposto dall’iniziativa Bunker Camp – Riviera di Milano, negli spazi del Bunker in via Paganini. In queste sere di fine estate sarà, infatti, possibile godere del relax proprio della stagione attraverso concerti, sport, gastronomia e proiezioni cinematografiche.

Nell’ambito di queste ultime sarà, dunque, proiettato, questa sera, a partire dalle ore 21, il documentario diretto da Chris Moukarbel, Banksy Does New York, incentrato sulla figura eclettica e irriverente dello street artist dall’identità ignota, Banksy, appunto. Quando quest’ultimo, infatti, ha dichiarato di risiedere a New York, si è attivata una vera e propria “caccia al tesoro” che ha coinvolto fan curiosi, mancati collezionisti d’arte e, naturalmente, poliziotti.

Con la videocamera del cellulare pronta a riprendere, tutti erano, così, mossi dalla volontà di conquistare uno stralcio dei suoi effimeri lavori, prima che questi venissero distrutti o, peggio, rimossi per guadagno. Il regista analizza, dunque, la reazione subitanea e inaspettata del pubblico, seguendo il percorso dei lavori effettuati segretamente da Banksy e disseminati in tutta la città di New York, dal Lower East Side a Staten Island, da Williamsburg a Willets Point. Il tutto volto ad alimentare l’alone di mistero che circonda questo artista, considerato uno dei maggiori esponenti della street art, le cui opere, spesso a fondo satirico e riguardanti argomenti quali politica, cultura ed etica, documentano la povertà della condizione umana in tutte le sue sfumature: dalle assurdità della società occidentale alla manipolazione mediatica, dall’atrocità della guerra all’inquinamento, senza dimenticare la tendenza all’omologazione, il maltrattamento degli animali, le brutalità della repressione poliziesca e lo sfruttamento minorile.

Roberta Scalise

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