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Cronaca | mercoledì 12 settembre 2018, 12:45

"E' sempre peggio, prima o poi ci scappa il morto". Da qui è partito l'allarme che ha portato all'arresto dei capi del racket dei banchi a Porta Palazzo (VIDEO)

Tre arresti hanno decapitato le due fazioni di marocchini che si contendevano la piazza per montare o smontare le strutture dei commercianti

"È sempre peggio, prima o poi ci scappa il morto". E poi racconti di minacce, verbali, ma anche fisiche. Tanto da rendere la situazione invivibile. E da portare all'esasperazione. Questo il racconto che è stato fatto da alcuni dei commercianti di Porta Palazzo e che ha fatto scattare l'operazione conclusa ieri con tre arresti di cittadini marocchini.

Un colpo pesante al racket dei "carrettisti" di Porta Palazzo. I tre finiti in manette sono infatti i vertici delle due fazioni opposte che ormai da tempo combattevano per conquistare il controllo del montaggio e dello smontaggio dei banchi del mercato più importante di Torino. Da una parte il leader storico nel settore, detto Chou Chou (59 anni), dall'altro i fratelli Qahir (33 e 28 anni), che negli ultimi tempi - circa 3 anni - avevano lanciato la sfida cercando di estromettere la squadra "storica" di montatori e smontatori. Professionisti del settore che avevano abbinato all'attività commerciale quella di "servizio". E anzi, oltre al montaggio, si offrivano anche piccole riparazioni e manutenzione.

Si tratta della prima operazione di questo genere in città. E ha permesso di portare alla luce una situazione che chi frequenta Porta Palazzo conosce ormai da tempo. Si parla di circa 20 anni, soprattutto nell'area ortofrutta. E che col tempo ha visto peggiorare il clima in maniera preoccupante. Tanto che a gennaio 2018 dai commercianti è arrivato un esposto che lamentava una condizione di minacce e di intimidazioni. I duelli, infatti, erano messi in scena in pieno giorno, in modo che fossero da "esempio" sia per i commercianti che per i clienti.

Il prezzo chiesto era di 30 euro a settimana per ogni banco, con un giro d'affari immaginabile su 260 banchi in tutto. Il tutto ovviamente in nero, in contanti. Di cui 5 euro andavano alla manovalanza.

Addirittura, nel dicembre 2017 erano stati 15 cittadini marocchini che facevano i facchini al mercato a presentare un esposto nei confronti dei due fratelli "neo entrati" sulla piazza. Un nuovo operatore "aggressivo" che ha sconvolto le carte e gli equilibri di situazioni già comunque oltre la legalità. Così come degli adempimenti fiscali, contrivutivi e previdenziali.

Le indagini degli agenti del commissariato Dora Vanchiglia hanno accertato almeno 7 tentativi di estorsione ai danni dei commercianti. Inoltre, accanto agli arresti, hanno sequestrato anche i carretti in ferro utilizzati per montare e smontare.

Ora saranno gli ambulanti a decidere autonomamente come regolarsi e a chi affidarsi per effettuare le operazioni di montaggio e smontaggio dei banchi del mercato.

Ieri, primo giorno senza carrettisti, i banchi sono rimasti montati con un lavaggio da parte dell'Amiat piuttosto limitato.

Massimiliano Sciullo

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