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Economia e lavoro | giovedì 13 settembre 2018, 18:00

Qui! Group: Ascom in campo per tutelare le aziende del food travolte dalla tempesta dei buoni pasto

Coinvolte duemila aziende per importi che vanno dai 20 agli 80mila euro. L'associazione fa scudo nei confronti delle imprese colpite dall'ondata del fallimento. Dal credito alla tutela legale per il recupero delle somme attese

Qui! Group: Ascom in campo per tutelare le aziende del food travolte dalla tempesta dei buoni pasto

"È un momento molto delicato, questo, per molte aziende food che sono coinvolte nella vicenda del fallimento di Qui Group. Servono soluzioni urgenti e concrete per dare risposte alle imprese". Carlo Alberto Carpignano, direttore di Ascom Torino, va subito al punto: la storia dei buoni pasto finiti prima sotto i riflettori, poi nel mirino e infine al macero ha lasciato strascichi importanti anche a Torino e provincia. Si stima che il ventaglio di realtà coinvolte, con diversi gradi, sia di duemila imprese, con importi anche elevati sul piatto. Il danno si stima che vada dai 20mila agli 80mila euro.

"Un primo servizio è di consulenza e supporto legale che evolve rispetto a quello già attivo per le aziende che hanno problemi di riscossione crediti - dice Carpignano - e facendo squadra di può fare massa critica portando avanti le proprie istanze. Ma bisogna anche fare fronte a problemi di cassa e liquidità: Ascom fidi mette a disposizione uno strumento di credito diretto con tagli differenti a seconda delle necessità. Da 5000 a 50mila euro. Quindi la tutela sindacale che è tipico di Ascom".

"Sul tema dei ritardi di pagamento fino al momento del fallimento di Qui Ticket siamo impegnati da anni - spiega Claudio Ferraro, direttore di Epat Torino - e le nostre sollecitazioni potevano avere un effetto. Solo nel 2018 abbiamo sbloccato omessi pagamenti per 700mila euro. Ora questo non è possibile e ci dedichiamo alla presentazione di istanza del proprio credito, con corollari e circostanze particolari. In ogni caso si tratterà di valutare e far presente ciò che si aspetta per cercare di recuperare i propri soldi, ma anche eventuali scarichi fiscali e recupero dell'IVA".

Restano aperte poi ipotesi di intervento legali non tanto sulla revoca che ha riguardato Qui Group quando la situazione è emersa, "ma anche sul fronte dei controlli che sarebbero dovuti intervenire nei periodi precedenti", continua Ferraro.

Non si esclude un fondo di solidarietà, sul tema. Ma anche un ragionamento sul mercato complessivo legato alle società emettitrici di buoni pasto, con commissioni che sfiorano il 20% e che di per sé minano i fatturati delle aziende.

"La liquidità è un dramma immediato - dice Massimo Ariano, direttore di Ascom Fidi Nord Ovest - e per quello abbiamo pensato a tre diverse modalità di intervento per chi è in stato di necessità. A cominciare dal credito diretto, cercando di limitare procedure e burocrazie soprattutto per le somme meno ingenti. Da 5 a 10mila euro interverrà invece una procedura intermedia, mentre l'istruttoria vera e propria interverrà oltre i diecimila, che diventa una somma importante. La stella polare sarà comunque il bene delle nostre imprese".

Massimiliano Sciullo

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