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torinoggi.it | 17 settembre 2018, 09:18

Il pianista che suona tra le macerie della Siria ospite a Torino per CasaOz

Appuntamento mercoledì sera al Conservatorio: prima un dialogo con il regista Alessandro Avataneo, poi il concerto di Aeham Ahmad, il giovane che ha combattuto l’Isis con la sua musica

Il pianista che suona tra le macerie della Siria ospite a Torino per CasaOz

Tutto il mondo conosce la sua storia. Tutti hanno visto i video che lo ritraggono suonare su cumuli di macerie sotto i bombardamenti dell’ISIS. Nato nel 1989, lavora nel negozio di strumenti musicali di suo padre, violinista non vedente. Porta il suo pianoforte in strada con un carretto e canta per la gente stremata dall’assedio delle truppe di Assad, dai jihaidisti, dai bombardamenti e dalla fame. Aeham Ahmad diventa così il "pianista di Yarmuk", campo profughi palestinesi alle porte di Damasco.

Quando i miliziani dell’ISIS bruciano il suo pianoforte, in quanto “haram”, Aeham Ahmad decide che è giunta l’ora di partire e percorre le migliaia di chilometri che separano Damasco da Berlino, solo con uno zaino in spalla e la miseria a tracolla. In Germania trova rifugio e ricomincia a fare ciò che faceva a Yarmuk, suona e canta per i bambini sballottati dall’esilio. Riprende a suonare, inizia a fare concerti, perché la musica ha il grande potere di unire tutte le culture.

In occasione di MITO Settembre Musica - grazie anche alla collaborazione con l’agenzia Musicalista – mercoledì 19 settembre, alle ore 21.00, Aeham Ahmad  non solo racconterà la sua storia, intervistato dal regista Alessandro Avataneo, con la traduzione dell'interprete Paolo Maria Noseda, ma si esibirà in un concerto esclusivo, “Music for hope”, il cui ricavato, grazie al sostegno di Reda, sarà interamente devoluto a CasaOz, l’associazione nata a Torino che accoglie, sostiene e accompagna i bambini e i loro nuclei familiari quando si trovano a vivere l’esperienza della malattia e della disabilità, qualunque essa sia.

Aeham Ahmad, con la sua musica, prima dal campo profughi palestinesi alle porte di Damasco e poi grazie ai suoi concerti in giro per il mondo, è stato ed è capace di restituire la quotidianità alle tante persone che si sono ritrovate nella sua stessa situazione – dichiara Enrica Baricco, Presidente di CasaOzEd è quello che da 10 anni facciamo anche noi di CasaOz: aiutare le famiglie che affrontano uno dei momenti più difficili della vita, la malattia di un figlio a ritrovare la quotidianità, sviluppando contesti inclusivi e socializzanti e percorsi di autonomizzazione a completamento delle cure medico-ospedaliere e ampliando qualitativamente e quantitativamente la rete sul territorio”.

L’intero ricavato della serata sarà devoluto a CasaOz grazie a Reda, che fa del rispetto per l’ambiente un obiettivo imprescindibile, da tempo è impegnato in un percorso di miglioramento continuo dei propri processi aziendali e pone da sempre le persone prima di ogni altro elemento, coltivando talenti e promuovendo l’arte del saper fare insita in ognuno di noi. Per questo motivo Reda ha deciso di essere a fianco di Casa OZ, sostenendo il loro impegno e la loro determinazione.

I biglietti sono in vendita al costo di 15,00 euro.

Per prenotazioni e informazioni è possibile scrivere a musicapercasaoz@agenziauno.com oppure contattare il numero 011/0674854. Tutti i dettagli su http://www.mitosettembremusica.it/programma/19092018-2100-concerto-casa-oz-conservatorio-giuseppe-verdi.html

 

L’Associazione CasaOz Onlus rivolge i propri servizi di accoglienza, sostegno e accompagnamento ai bambini e ai loro nuclei familiari quando si trovano a vivere l’esperienza della malattia, qualunque essa sia. Ha iniziato a operare nel maggio 2007 a Torino ed è una casa vera e propria dove ritrovare la quotidianità perduta. Ambienti, arredamento, relazioni, attività sono pensati per recuperare quotidianità e serenità e uscire dall’isolamento sociale provocato dalla malattia stessa. Da luglio 2011 sono attive anche le ResidenzeOz, 4 mini-appartamenti arredati e completi di accessori per le famiglie che vengono a Torino per far curare i propri figli presso gli ospedali della città. Sempre all’interno della sede è attivo un progetto pilota che promuove iniziative di residenzialità extra-familiare per adolescenti e giovani con disabilità, volto all’educazione alla gestione autonoma di sé in vista di un pieno inserimento sociale.  Dall’inizio della sua attività CasaOz ha aiutato oltre 2.100 persone provenienti da oltre 42 paesi diversi grazie a uno staff qualificato e circa 100 volontari che si avvicendano nell’accompagnamento quotidiano delle attività.

c.s.

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