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Eventi | 22 settembre 2018, 18:33

Il cibo che crea comunità: così Slow Food ha scoperto Mirafiori

Dalla gara culinaria tre le nonne all’incontro dei delegati di Terra Madre con gli studenti, un appuntamento giornaliero con la cultura alimentare e la storia del quartiere. E Petrini ci fa un pensierino

Il cibo che crea comunità: così Slow Food ha scoperto Mirafiori

Faceva freddo quando, mesi fa, nell’aria era ventilata l’ipotesi di portare il Salone del Gusto dentro lo spazio MRF di corso Settembrini. Un’idea coltivata da chi quei capannoni, un tempo industriali, ha voluto farli rinascere con la cultura, la partecipazione, gli eventi. Stefano Di Polito in primis, factotum che sempre tesse silenziosamente le fila di progetti grandiosi a Mirafiori, senza proclami, per poi far uscire dal cilindro la magia che lascia tutti a bocca aperta.

E il quartiere, quest’anno, la sua Terra Madre ospite l’ha avuta davvero. “Con la Fondazione della Comunità di Mirafiori abbiamo costruito un programma che permettesse a Slow Food di conoscere questa zona", spiega Di Polito. "L’abbiamo chiamato ‘h24’ per dare l’idea di una continuità di eventi dal mattino alla sera, un po’ come quando, da ragazzini, si giocava di giorno e di notte a calcetto o altri sport, nei campetti di terra o cemento”.

L’impegno è stato di certo ben ripagato. Carlin Petrini ha messo gli occhi addosso alla bella (e buona) Mirafiori Sud riconoscendola come una possibile comunità permanente Slow Food: un ambiente in cui già da parecchi anni si portano avanti buone pratiche per il territorio, valorizzando i temi della sostenibilità, dell’antispreco e del recupero agricolo. “Una novità assoluta, introdotta per quest’ultima edizione di Terra Madre”, spiega Di Polito.

Un successo che parte innanzitutto dalla risposta degli abitanti all’invasione della “chiocciola” in un contesto periferico inusuale. “L’attesa creata e la partecipazione di tutte le associazioni coinvolte ha portato davvero alla realizzazione di un evento completo”, commenta soddisfatto Di Polito. “Tutto è stato fatto agendo appieno nello spirito tipico di Mirafiori, collaborando e dandosi una mano tutti. Questo dimostra che, dietro ogni grande evento, ci sono tanti saperi che non sempre vengono alla luce, ma Slow Food è riuscito a divulgare pubblicamente i principi che da anni animano Terra Madre. E il messaggio è arrivato a chiunque”.

Giornate ricche, allo spazio MRF. Come evento inaugurale, la presentazione istituzionale del progetto europeo proGIreg, mirato alla riconversione di aree industriali grazie a tecnologie “nature based”; poi, l’incontro tra alcuni delegati di Terra Madre e gli studenti del Politecnico, su temi cruciali per l’ambiente quali gli orti urbani, il recupero degli sprechi alimentari e la preziosità unica dei semi antichi. Suggestiva la mostra di Oliviero Toscani, che ha fotografato alcuni prodotti dei Presidi Slow Food provenienti da tutto il mondo, accanto ai ritratti di tante persone incontrate dall’artista nel corso dei suoi viaggi. “I volti – spiega – sono paesaggi umani, e ognuno di essi ha una particolare bellezza. Insieme possono rappresentare un grande atlante antropologico, una grande fabbrica sociale, un lucido ritratto del tempo. Lo stesso vale per il cibo, che è espressione di libertà, diversità e umanità”. Le foto saranno poi trasportate in via Negarville, dall’associazione Aris, lunedì 24 settembre, per raggiungere un’altra porzione di territorio fortemente attiva nel sociale.

Domani, giorno ideale da dedicare alla famiglia, in corso Settembrini è atteso dalle 11 il fumettista Armando Borrelli con il progetto “Agricolori”, che realizza tempere e acquerelli naturali derivati da fiori e frutti. I bambini potranno così sperimentarli con i loro genitori, dando vita un laboratorio di disegno completamente ecosostenibile. Buono, pulito e giusto, come la filosofia di Slow Food insegna. 

"Per il prossimo Salone del Gusto? Non ne abbiamo ancora parlato - dice Di Polito -, ma di certo le premesse sono molto positive".

Manuela Marascio

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