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Cultura e spettacoli | mercoledì 10 ottobre 2018, 19:45

Alla Torino Copernico Garibaldi la mostra personale di Giorgio Milani

Dal prossimo 31 di ottobre

Alla Torino Copernico Garibaldi la mostra personale di Giorgio Milani

All’interno del progetto “di Parole faccio Arte”, Whitelight Art Gallery, galleria di arte contemporanea fondata da Giorgia Sarti e Marta Menegon, presenta, in occasione dell’Art Week torinese, presso Torino Copernico Garibaldi la mostra personale di Giorgio Milani a cura di Giorgia Sarti.

Giorgio Milani, artista italiano, è definito “poeta visivo oggettuale”. Inizia la sua ricerca a metà degli anni ’60 sul rapporto fra immagine e scrittura. Dagli anni ’90 il proprio percorso di ricerca si esprime attraverso l’assemblaggio di caratteri tipografici in legno, ormai divenuti introvabili, i cosiddetti “poetari”, un misto di pittura scultura e poesia. Esposti per la prima volta nel 1997 presso la Fondazione Stelline con il patrocinio del Comune di Milano. Da allora la notorietà del lavoro di Giorgio Milani si diffonde sia in Italia sia all’estero. Numerose ed importanti le mostre e le presenze dell’artista in tutto il mondo.

Presso lo spazio di Torino  verrà esposta una selezione di opere tra Assemblaggi di caratteri tipografici e Frottage.

Attraverso l’utilizzo di caratteri tipografici originali divenuti ormai introvabili, l’artista realizza i “Poetari”, opere che celebrano una delle più grandi invenzioni dell’uomo, la scrittura. Un vero e proprio recupero della memoria storica delle lettere e dei caratteri di stampa sui quali è passato gran parte del nostro sapere. 

Equilibri di apparente casualità, i Poetari diventano uno strumento per poeti, lettere suggerite e stimolo a nuove composizioni. Così l’artista dona nuova vita ai caratteri lignei di Gutenberg.

Tra i Poetari in esposizione, l’opera “White Manhattan”, scultura della serie delle Babeli, opere simbolo della società in cui viviamo in cui regnano confusione e mescolanza di popoli, religioni e culture.

L’opera è realizzata attraverso l’utilizzo del bianco, colore a cui l’artista dona un significato particolare, di sublimazione, che testimonia l’importante fase di passaggio che stiamo vivendo, da una cultura tattile e materica, della carta stampata e dell’inchiostro, ad una intangibile, virtuale in cui tutto il sapere scorre in digitale. Metaforicamente l’artista colora di bianco un processo di sublimazione in cui la nostra cultura sembra passare velocemente da uno stato solido ad uno gassoso.

Altre opere presenti, il dittico “Sonne” “Mond”, contrapposizione tra maschile e femminile nella parola in lingua tedesca e italiana e nell’esecuzione stessa con la sottile scelta delle lettere in rilievo.

Oltre alle opere create attraverso l’assemblaggio di caratteri tipografici, verranno esposti anche alcuni Frottage, opere a olio realizzate attraverso una tecnica che consente ai poetari di prendere vita su tela.

In mostra il Frottage “Oriente-Occidente Magenta”, opera ispirata all’omonimo Poetario, simbolo e rappresentazione del dialogo fra le due civiltà, orientale e occidentale, realizzata attraverso l’assemblaggio di caratteri propri delle due culture. Un’opera che vuole dare risposta positiva alla serie delle Babeli, che invita al dialogo e al confronto tra le due culture.

Infine, in mostra saranno presenti anche alcuni lavori della serie delle “Sindoni”, atto finale del percorso dell’artista, apparentemente simili ai Frottage ma inversi per esecuzione, per l’utilizzo di un impasto di cera e colori ad olio che mette in risalto le parti “vuote”. <s></s>

La Sindone di Giorgio Milani diventa il sudario su cui sono rimaste le tracce della nostra cultura e su cui affiorano i caratteri che sono serviti a stampare tutto il nostro sapere.

c.s.

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