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Economia e lavoro | giovedì 11 ottobre 2018, 17:15

Da Torino si apre la porta che collega l'Italia alla regione cinese di Wenzhou, tra fashion e automotive

La stragrande maggioranza dei cittadini cinesi presenti sul nostro territorio sono originari di quell'area, così come molte delle imprese

Da Torino si apre la porta che collega l'Italia alla regione cinese di Wenzhou, tra fashion e automotive

Quarant'anni dalle prime riforme della Cina e un rapporto sempre più stretto tra Italia e Cina, soprattutto tra Torino e il territorio di Wenzhou, nome che ai più non dirà molto, ma che rappresenta l'area di origine della stragrande maggioranza dei cittadini presenti nel nostro Paese, collocata nel Sud Est dal Paese della Grande Muraglia. E anche sotto la Mole.

Si stima che siano circa 50mila le imprese cinesi presenti nella Penisola che arrivano da Wenzhou e imprenditori di questo territorio sono presenti in 131 Paesi nel mondo.
Parte da questo presupposto l'incontro organizzato nel pomeriggio di oggi al Golden Palace di Torino, dove è stato presentato l'accordo di collaborazione per il Parco Simo-Italiano. Una porta aperta su un mercato e un bacino d'utenza potenzialmente enorme.

All'incontro - organizzato da Camera di commercio di Torino e ANGI, associazione nuova generazione italo-cinese - erano presenti rappresentanti di moltissime sigle datoriali e associazioni di categoria di Torino e del Piemonte, mentre la delegazione cinese era composta da ben 10 rappresentanti della Municipalità, ma anche dell'ufficio affari esteri, della commissione sviluppo e riforma e altri enti ancora, tutti vocati agli scambi e all'apertura internazionale.

"L'obiettivo del Parco è di attirare investimenti e attività, soprattutto per quanto riguarda collaborazioni che possono riguardare la moda, ma anche l'automotive, che sono punti di forza anche di Torino", ha detto Wang Chi, vice sindaco della Municipalità di Wenzhou. "Stiamo applicando un'apertura crescente verso l'Italia - ha aggiunto - e in questo momento ci sono circa 220mila nostri emigrati in Italia. E le nostre aziende sono ideali per attività complementari con quelle italiane. Il Parco Sono Italiano vuole individuare aree particolari come appunto fashion, ma anche design, componentistica automotive e altre ancora".

"Come ente - ha detto Pasqualino Andrea Talaia, vicepresidente della Camera di Commercio - da tempo abbiamo instaurato una fruttuosa collaborazione con ANGI. D'altra parte la cura della dimensione internazionale è una delle nostre missioni. Torino prosegue nella sua vocazione innovativa. Anche noi, come Wengzhou, siamo terra di sperimentazione. E l'interesse delle aziende cinesi per Torino e il Piemonte è radicato da anni. Soprattutto nella robotica e nell'automotive. Ma oggi anche aerospazio, ICT e rinnovabili rappresentano nuove vocazioni che possono essere base di rapporti di collaborazione. Moda e design già da tempo sono abituate a guardare all'estero, puntando sull'esclusività del mare in Italy. E siamo una meta turistica sempre più ambita".

"Siamo un territorio tradizionalmente manifatturiero - ha aggiunto Raffaele Gallo, presidente della terza Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte - ma si sta sviluppando sempre di più la ricerca e l'innovazione, grazie al 4.0 e alla presenza del Politecnico e dell'Università. Senza dimenticare la vocazione ricettiva, grazie all'enogastronomia".

Massimiliano Sciullo

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