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Politica | giovedì 11 ottobre 2018, 07:10

No alla Ztl allargata: i commercianti torinesi ora vogliono scendere in strada

Il Comitato spontaneo ha incontrato gli esponenti dell'opposizione, dopo una petizione che ha raccolto oltre 8000 firme. "Siamo tartassati dalla politica, vogliamo delle risposte". Prende corpo l'ipotesi referendum.

No alla Ztl allargata: i commercianti torinesi ora vogliono scendere in strada

Da qualche tempo i manifesti con le cinque lettere ben scandite ("No Ztl") punteggiano le vetrine di molti negozi, nel centro della città, ma la questione sulle modifiche alla viabilità nel salotto di Torino resta ancora piuttosto complessa. E la tensione tra i commercianti sta montando in maniera evidente. O almeno tra molti di loro.
Proprio per fare il punto, il Comitato spontaneo No Ztl prolungata ha organizzato un incontro pubblico con alcuni esponenti del mondo politico cittadino, sulla base di una petizione che ha raccolto oltre 8500 firme in pochi giorni contro il provvedimento che sta elaborando la Giunta guidata da Chiara Appendino. Un invito cui hanno risposto molti esponenti dell'opposizione, da Forza Italia a Lega Nord, passando per il Partito Democratico. Ma anche rappresentanti delle forze dell'ordine.

"C'è fibrillazione su questo tema in città e la politica ha il dovere di ascoltare la cittadinanza - commenta Andrea Tronzano, consigliere regionale di Forza Italia -. Soprattutto quando i Cinque stelle dicono che uno vale uno, altrimenti vengono meno a un patto elettorale fondamentale. La politica è fatta di promesse, ma che vanno mantenute". "Ma non bisogna dividersi, né dare una veste di partito alla manifestazione, per non strumentalizzare il consenso. Intanto, come Regione, stiamo cercando di capire meglio la situazione sulle deroghe: le decisioni della politica non possono avere effetti retroattivi su chi, come i commercianti, in passato ha investito fior di risorse per le proprie attività".

Sul tavolo c'è l'ipotesi di un referendum, ma gli animi tra i commercianti presenti sono decisamente caldi sul tema e in tanti chiedono azioni di protesta, anche drastiche. Intanto, alle porte c'è la convocazione per il Comitato in Comune, il 19 ottobre alle 11.30, ma lo spirito di chi porta avanti la protesta è improntato al pessimismo: "Hanno già dichiarato che la Giunta è per la Ztl allargata e non interessa l'opinione dei tanti che non sono d'accordo - dice Alberto De Reviziis, uno dei portavoce della protesta -. Si sono addirittura attaccati alla vicenda del tram bloccato dall'auto parcheggiata sui binari, anche se è successo in una zona esterna alla Ztl. E poi la città patisce lo smog, ma soprattutto quello che arriva dalla zona esterna al centro".
"Abbiamo bisogno di risposte, dalla politica che ci tartassa - dice Marcello Mazza, un altro delle anime della protesta - perché il centro si sta svuotando. La gente non viene più in centro, preferiscono andare nei centri commerciali. Vogliamo rispondere, altrimenti saremo costretti a scendere in strada. Non vogliamo che la Ztl faccia la fine dei biglietti GTT, con il ritorno al passato, ma quando ormai i negozi avranno chiuso". 

"Torino è la città più in crisi, tra i grandi centri, senza la capacità di attirare le Olimpiadi, né di organizzare la linea 2 della metro che è una vera soluzione contro l'inquinamento - ammonisce Mino Giachino, Forza Italia ed ex sottosegretario ai Trasporti del governo Berlusconi - e scendere in piazza può essere una buona scelta. Ma teniamo presente che tutti i provvedimenti sulla Ztl devono passare al vaglio del ministero ai Trasporti, in particolare al sottosegretario Siri, leghista. E' con lui che dobbiamo farci sentire, con le manifestazioni. L'unica possibilità per far saltare la delibera sulla Ztl allargata è questa".

"Fosse per me io toglierei anche la Ztl normale - dice Fabrizio Ricca, capogruppo in Comune di Lega Nord, raccogliendo gli applausi dei presenti - visto che la centralina che raccoglie i dati peggiori è quella di piazza Rebaudengo, dove pare non interessi a nessuno la qualità dell'aria di chi ci abita". "Il centro è di tutti e non devono esserci divisioni politiche - aggiunge - e bisogna agire in base al buon senso. L'ipotesi del referendum potrebbe coincidere con le Regionali e lì si potrà chiedere cosa ne pensano, i torinesi, di questa ipotesi di pagare per entrare in una zona della città".

"Noi non abbiamo pregiudizi di sorta - aggiunge Maria Grazia Grippo, consigliere del Pd - e spesso il rimediare è peggio del non fare. Ma se il centro deve essere di tutti non si può pensare a un balzello da 5 euro che selezioni a monte gli ingressi penalizzando chi nel centro ci lavora, oppure che imponga delle scelte a chi in centro vorrebbe andarci, ma magari non può permetterselo. In ogni caso serve confronto, non sono decisioni che si possono calare dall'alto".

"L'esasperazione vostra è la stessa delle forze dell'ordine che lavorano in quella zona di Torino - spiega Eugenio Bravo, segretario del Siulp - e siamo di fronte a una guida comunale che ha sempre professato l'ascolto dei cittadini. Basti pensare alla Val di Susa, rinfacciando agli altri la colpa di non aver ascoltato i territori. Ma noi, come voi commercianti, non siamo ascoltati. Un anno fa siamo andati dall'assessore Lapietra a rappresentare i nostri problemi, a cominciare dai costi che dobbiamo pagare per accedere ai nostri uffici, che sono uffici pubblici".

"L'amministrazione dice che la Ztl sia una scelta per limitare lo smog - aggiunge Federica Fulco, presidente de TorinoinMovimento -, ma non è così perché se paghi 5 euro puoi comunque entrare ed inquinare, i mezzi pubblici non funzionano, e il traffico e quindi lo smog si concentrerebbe in altre zone. Se proprio vogliono combattere lo smog, partissero dal risolvere la piaga dei roghi tossici dei campi Rom".

"Come Regione - spiega  Nadia Conticelli, presidente della Commissione trasporti della Regione Piemonte - abbiamo incontrato alcuni dei rappresentanti della protesta, in passato. Un pedaggio per entrare in centro sarebbe l'ennesima tassa a carico di chi vive in periferia e ha bisogno di andare in centro, quindi è un tema che va oltre i confini del cuore di Torino. Di sicuro va fatta anche una migliore informazione sul centro e sulla sua praticabilità".

Massimiliano Sciullo

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