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Scuola e formazione | giovedì 11 ottobre 2018, 12:31

Con Piero Angela, il Politecnico vuole insegnare "ai pesci che cos'è l'acqua"

Al via il ciclo di incontri "Prepararsi al futuro", per dare elementi extra curriculari agli ingegneri di domani. "Facciamo uscire la scienza dell'ombra: cerca risposte alle grandi domande come la filosofia"

Con Piero Angela, il Politecnico vuole insegnare "ai pesci che cos'è l'acqua"

È come insegnare ai pesci che cos'è l'acqua. Sembra un controsenso, ma non lo è: significa addestrare i giovani a essere consapevoli del mondo in cui si muovono, avendo una visione a 360 gradi e soprattutto con gli strumenti adatti a decodificarla.

Anche per questo. O forse proprio per questo, il Politecnico di Torino apre le sue porte a un grande divulgatore scientifico come Piero Angela, per aprire ai suoi aspiranti ingegneri il ciclo di incontri "Prepararsi al futuro", che vogliono dare loro elementi extra curriculari, ma fondamentali per potersi muovere nel mondo che verrà, a cominciare da quello del lavoro.

"In un momento di così rapidi cambiamenti, è importante che i giovani abbiano l'opportunità di avvicinare argomenti e problemi che saranno centrali nella vita futura", è il messaggio che Piero Angela vuole far passare ai ragazzi. "Chi oggi ha 20 anni vivrà gran parte di questo secolo affrontando una società in continua trasformazione, sia economica che tecnologica, democratica e culturale".

"Il Politecnico è un'università che ha una reputazione importante e da 160 anni produce ingegneri per questo Paese, con basi solide - sottolinea Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino - ma ogni docente ha i suoi limiti e per questo è importante l'apporto di altri interlocutori. Rimanere fermi è impossibile, nell'interesse del nostro Paese e del nostro territorio. Da ateneo fabbrica che produce ingegneri di provata qualità dobbiamo diventare generatori di profili che sanno come orientarsi nel mondo esterno. Un'università piattaforma, interconnessa con il resto del mondo".

Il ciclo di incontri che inizia oggi con Piero Angela proseguirà fino al 26 febbraio, a cadenze regolari, con la partecipazione di importanti scienziati, ma anche esponenti del mondo politico e della società civile: da Enrico Letta a Sabino Cassese, fino a Gherardo Colombo. Il tutto, sotto la regia proprio di Piero Angela.

"La mia idea è di organizzare su almeno quattro tematiche di grandi sfide - dice Saracco - lavori progettuali che vedano impegnati gli studenti a valle di questi stimoli per arricchirne l'effetto".

Le lezioni saranno visibili anche in streaming sui siti del Politecnico, di Fondazione per la scuola e Associazione CentroScienza. A prepararsi al futuro concorrono la Compagnia di San Paolo e l'ufficio scolastico regionale del Piemonte.

"Sono solo una delle persone che fanno vivere questa iniziativa - sottolinea Piero Angela - ma la mia immagine è al servizio di una squadra che lavora molto bene. Faccio bella figura grazie a loro".

"Negli ultimi anni ho notato un grande cambiamento nelle nuove generazioni - conclude -: c'è interesse per la scienza, oltre che per il mio personaggio. Bisogna dar loro l'occasione per crescere e imparare ancora. Gli scienziati parlano poco e scrivono poco, mentre bisogna far uscire la scienza dell'ombra. Come la filosofia, cerca risposte alle grandi domande".

Massimiliano Sciullo

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