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Politica | 16 ottobre 2018, 08:14

Nuova legge elettorale regionale: i Comuni montani vogliono far sentire la loro voce

Delegazione dell'Uncem ricevuta in Consiglio Regionale: "La nostra proposta è l'unica possibile per non concentrare voti ed eletti in Torino città e nei territori ad alta densità di popolazione

Nuova legge elettorale regionale: i Comuni montani vogliono far sentire la loro voce

Cinquanta collegi uninominali in Piemonte, uno per ciascun Consigliere regionale eletto. Un sistema elettorale nuovo, capace di riconoscere l'importanza di ogni territorio, di ogni Comune del Piemonte, di tutte le omogenee aree della Regione che avranno così la certezza di avere un rappresentante eletto nell'Aula di via Alfieri.

La proposta dei Comuni - firmata nel 2013, di iniziativa comunale, prevista dallo Statuto della Regione, dai sindaci di Pomaretto, Ostana, Druogno, Alpette e Canosio - è la sola possibile per evitare che Torino città e i territori a più alta densità di popolazione concentrino tutti i voti e gran parte degli eletti, grazie al peso delle preferenze. I collegi generano riequilibrio ed omogeneità della rappresentanza, permettono un patto tra eletto ed elettore importante, rinsaldano la fiducia nelle istituzioni e i legami tra palazzo e comunità. Temi strategici oggi, ripresi dai Sindaci di Canosio Roberto Colombero, di Ostana Giacomo Lombardo, di Alpette Silvio Varetto e di Pomaretto Danilo Breusa, nell'audizione nella Sala Morando del Consiglio regionale.

All'incontro ufficiale con i Consiglieri regionali della Prima Commissione ha preso parte Uncem con il Presidente Lido Riba. Alla seduta, anche Igor Boni che aveva sostenuto la proposta di riforma dei Comuni, assieme ad esempio all'Associazione Alte Terre e a tanti Comuni che avevano varato un ordine del giorno in Consiglio di supporto alla proposta di legge elettorale che vede attivare 50 collegi uninominali. Alessandria avrebbe 5 Circoscrizioni, 3 Asti, 2 Biella, 8 Cuneo, 4 Novara, 2 Verbania, 3 Vercelli, 23 Torino, dei quali 9 per la città capoluogo. In ciascuna circoscrizione elettorale viene eletto un consigliere regionale: uno ogni 85mila abitanti circa o, se si preferisce, uno ogni 550 chilometri quadrati. Un sistema elettorale con premio di maggioranza e garanzia di rappresentanza delle minoranze; nessun "listino" presente. A costruirlo sono stati i Comuni con i funzionari Uncem, con il supporto dell'Ufficio legislativo del Consiglio regionale. 

 

"Ogni territorio, ogni pezzo di Piemonte, ha diritto a un suo rappresentante - ha ribadito ai Consiglieri regionali e al Presidente Chiamparino il Sindaco di Canosio Roberto Colombero, alla guida dell'Unione montana Val Maira, assieme ai colleghi Amministratori - Non vale solo per la montagna. Questo lavoro guarda al futuro. Anche il territorio vota, come avviene negli Stati Uniti d'America, dove ogni Stato, indipendentemente dal numero di abitanti ha due Senatori. Oggi il sistema elettorale con otto collegi è del tutto squilibrato tra Torino e le altre province. E lo squilibrio è anche all'interno del collegio stesso di Torino che comprende città e provincia. Crescono storture e disomogeneità. Perché andare a cercare voti e poi a rappresentare Ceresole Reale o Torre Pellice, quando quei voti equivalgono a due condomini di Torino? La situazione peggiorerebbe con le altre proposte di riforma della legge elettorale che sono oggi sugli scranni di Palazzo Lascaris. Quella dei quattro macro-collegi, ad esempio, che individua come circoscrizioni i quadranti del Piemonte nei quali cercar preferenze, renderebbe ancora più lontana la rappresentanza democratica, omogenea e certa di tutti i territori, favorendo i consiglieri espressi dalle grandi città e facendo crescere i costi della campagna elettorale. Ne uscirebbe distrutto il rapporto eletto-elettore che invece viene rafforzato dai collegi uninominali". 

"I Sindaci faranno la loro parte - aggiungono Breusa, Varetto e Lombardo - Non possiamo più accettare di avere casualmente qualche rappresentante in via Alfieri o in Parlamento. Finora è stato così. Per caso, la montagna ha qualche Consigliere o Parlamentare che arriva dal territorio, ne conosce le caratteristiche, le istanze, dialoga costantemente con comunità e Amministrazioni. È assurdo. La nostra proposta è l'unica valida che valorizza complessità e specificità del Piemonte. I Consiglieri eletti saranno espressione del territorio e come tali capaci di interpretare quel territorio, quelle comunità, ed essere allo stesso tempo voce 'universale', generale e oggettiva a beneficio di tutti i Piemontesi. Il territorio vota. Il territorio chiede garanzie di rappresentanza".

cs

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