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Cultura e spettacoli | 18 ottobre 2018, 17:27

A Torino il Comune e la Regione firmano il Manifesto della cultura accessibile

L’assessore Parigi: “La nostra struttura regionale ha bisogno di un accessibility manager”. Il manifesto intende mettere al centro la persona nelle progettazioni di infrastrutture ed eventi

A Torino il Comune e la Regione firmano il Manifesto della cultura accessibile

La firma è arrivata stamattina ma è più un gesto simbolico. Perché le assessore alla cultura del Comune di Torino e della Regione Piemonte, Francesca Leon e Antonella Parigi, hanno già recepito i punti sui quali si fonda il Manifesto della cultura accessibile.

L’incontro è stato organizzato dalla Consulta per le Persone in Difficoltà, fondata dal compianto Paolo Osiride Ferrero, scomparso un anno fa, di cui ha raccolto il testimone il figlio, Giovanni, ora direttore della Consulta. “La firma – ha spiegato il direttore – significa che le istituzioni politiche si prendono un impegno e, da ora in avanti, quando si parlerà di cultura si farà soltanto se sarà accessibile. Spero che quando saranno concessi e patrocini sarà tenuto in considerazione”. “Finalmente c’è una firma – ha aggiunto Gabriele Piovano, presidente della Consulta – ed è una visione che va al di là, tutti devono godere di una cultura sempre più inclusiva”.

“Deve essere un percorso – ha spiegato Francesca Leon – per arrivare a stabilire quale modalità scegliere per raggiungere l’accessibilità, ma bisogna integrare degli strumenti nell’accessibilità culturale e metterli a fattore comune. La buona accessibilità è quella invisibile. Lavoriamo da tempo su questi temi – ha aggiunto Antonella Parigi – e il concetto si deve ampliare visto anche l’invecchiamento della popolazione".

"Nella nostra struttura regionale abbiamo bisogno di un accessibility manager, progetto di cui ho parlato con la collega Monica Cerutti (assessora regionale al welfare, ndr), ma soprattutto bisogna investire. Credo che sui fondi europei, ad esempio, uno dei programmi possa essere quello di incentivare l’accessibilità”.

Nel Manifesto, che è stato promosso dalla Consulta e dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, ci sono dieci punti che citano in particolare le “diverse esigenze della pluralità delle persone”, con indicazioni anche sulla comunicazione (“non discriminante ed escludente”), anche con l’ausilio di tecnologie dedicate. Ma c’è anche un riferimento alla formazione degli operatori e, soprattutto, un invito agli artisti perché considerino le istanze dell’accessibilità. L’ultimo invito è a promuovere la ricerca sul tema.

“Con questa occasione – ha aggiunto Giovanni Ferrero – presentiamo anche un manuale per l’accessibilità del patrimonio Unesco”. Il lavoro è stato realizzato insieme dalla Consulta insieme all’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, in collaborazione con IsTT, Istituto Italiano Turismo per Tutti.

Per informazioni: www.cpdconsulta.it

Paolo Morelli

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