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Attualità | 19 ottobre 2018, 07:10

Teatro Regio, il piano industriale arriverà entro fine anno

Ma la bozza già la prossima settimana. È quanto emerso dall’audizione che si è tenuta ieri in Consiglio regionale, dove sono stati auditi il sovrintendente e i sindacati

Teatro Regio, il piano industriale arriverà entro fine anno

William Graziosi, sovrintendente del Teatro Regio, è alle prese con una difficile situazione economica, a causa dei tagli al contributo ministeriale del Fus che, per l’anno in corso, ha subito un decurtamento di circa 2 milioni di euro. A questo si aggiungono i fondi pubblici non ancora incassati per un disavanzo che supera i 5 milioni di euro, una condizione che ha messo in allerta i sindacati, i quali hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori poco prima dell’apertura della nuova stagione, che ha preso il via con “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi.

Ieri pomeriggio, il sovrintendente i rappresentanti sindacali sono stati chiamati a riferire in Consiglio regionale, durante una seduta della sesta commissione. Nell’occasione, Graziosi ha assicurato che il piano industriale sarà pronto entro la fine dell’anno, anzi, probabilmente, anche prima. Le interviste ai dipendenti, condotte dal team del professor Guido Guerzoni, infatti, sono a buon punto e dovrebbero portare a definire una bozza del piano già entro la prossima settimana.

Si parla di un rilancio del teatro soprattutto dal punto di vista del marketing, mentre al momento sarebbero esclusi tagli al personale. Sempre ieri, Graziosi ha sottolineato come la contribuzione pubblica dovrebbe avere una valenza pluriennale per garantire una certezza delle risorse, oltre al fatto che la conferma dei contributi per l’anno in corso, avvenuta la settimana scorsa, mette in seria difficoltà l’ente per via del ritardo con cui viene comunicata.

Per le prossime sedute è attesa un’informativa dell’assessora regionale alla cultura, Antonella Parigi. Nel frattempo i sindacati hanno sottolineato la necessità di avere risposte certe sui posti di lavoro, vista anche la qualità garantita dall’orchestra, al momento un valore riconosciuto anche dal Ministero dei Beni culturali.

r.g.

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