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Eventi | 20 ottobre 2018, 07:28

Un formaggio come testimonial di un intero territorio: il Cevrin di Coazze scrive il futuro della montagna e prepara l'alleanza con la Toma di Lanzo

Domani torna la Fiera Rurale, che celebra il prodotto tipico di montagna tra tutela degli ingredienti e della tradizione

Un formaggio come testimonial di un intero territorio: il Cevrin di Coazze scrive il futuro della montagna e prepara l'alleanza con la Toma di Lanzo

Un formaggio storico, che oltre alla tradizione si fa "testimonial" dei sapori di un intero territorio. È il Cevrin di Coazze, che domani, domenica 21 ottobre, si prepara a diventare protagonista dea Festa Rurale arrivata alla sua edizione numero 18.

E dopo un "antipasto" sabato 20 tra convegni e motoraduni di scooter, vespe, motorini e ape Piaggio, la domenica si entrerà nel vivo con spettacoli, attrazioni ma senza dubbio assaggi e abbinamenti curiosi come quello con la birra. Un'intrusione in mezzo a pane e vino, ma in realtà un modo per mettere in vetrina anche un'altra eccellenza - ottenuta dal luppolo - proprio in quella stessa area della provincia di Torino.

Oltre cento gli espositori previsti, per un'occasione che intende mantenere una certa genuinità e l'atmosfera tipicamente montana. E spazio sarà dato a coloro senza le quali il Cevrin non potrebbe esistere: le capre di razza Camosciata delle Alpi che danno (insieme alle vacche Barà Pustertaler) il latte necessario a realizzare questo prodotto tipico. In tutto i produttori del Consorzio al momento sono solo 5, con l'adozione di un disciplinare severo che però sta per allargarsi ad altri partecipanti. E alle viste c'è un gemellaggio con i produttori del Consorzio della Toma di Lanzo.

"Coazze è per noi una "scusa" - commenta l'assessore regionale all'Agricoltura, Giorgio Ferrero - per rinforzare il discorso sui prodotti di alpeggio e sulla montagna con le sue attività. Ma anche la nostra lingua e le nostre tradizioni. Formaggio, ma anche vino e altre tipicità sono rappresentanti di questo territorio. E contribuiscono a scrivere il futuro della montagna".

Per la primavera, poi, sarà pronto anche il Cevrin "d'inverno", realizzato con il prodotto ottenuto facendo mangiare agli animali il fieno dei mesi più freddi.

Massimiliano Sciullo

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