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Cronaca | 23 ottobre 2018, 08:55

A Porta Palazzo un deposito con 500mila prodotti pericolosi che stavano per entrare sul mercato

Il valore della merce finita sotto sequestro era di circa un milione di euro. Alcuni giocattoli potevano diventare vere e proprie armi

A Porta Palazzo un deposito con 500mila prodotti pericolosi che stavano per entrare sul mercato

Ben 500mila articoli falsi o potenzialmente pericolosi per un valore di oltre un milione di euro. A tanto ammonta il sequestro effettuato, nei giorni scorsi, dalla Guardia di Finanza di Torino al termine di un’indagine condotta dal personale della Tenenza di Bardonecchia. I Finanzieri hanno individuato l’ingente quantitativo di merce, peraltro appena arrivato in Italia dalla Cina, in un deposito collocato nel quartiere di Porta Palazzo a Torino gestito da una cittadina di origine cinese.

Nel corso delle perquisizioni, i Finanzieri hanno rinvenuto articoli sanitari con marchio contraffatto, giocattoli potenzialmente pericolosi e torce elettriche che, all’occorrenza, si possono trasformare in veri e propri manganelli telescopici ma la cui vendita e detenzione è appositamente disciplinata dalla normativa sulle armi.

I prodotti, importati direttamente dalla Cina, venivano venduti senza alcuna indicazione circa la denominazione legale o merceologica, i dati dell’importatore, la presenza di materiali o sostanze pericolose e le modalità di smaltimento, con evidenti rischi per la sicurezza degli ignari consumatori. Carente ed improvvisato anche lo stoccaggio del materiale custodito nel deposito clandestino peraltro ricavato “artigianalmente” sopra un soppalco e dove gli stessi Finanzieri hanno avuto non poche difficoltà ad operare per via dell’ingente quantità di materiale stipata all’interno dello stesso.

L'imprenditrice è stata denunciata alla Procura della Repubblica torinese per frode in commercio, vendita di prodotti contraffatti, ricettazione e vendita illecita di armi bianche. Oltre un milione di euro, come detto, il valore della merce cautelata. E’ bene sempre ricordare che, a tutela del consumatore, l’assenza dell’indicazione di un importatore o mandatario con sede all’interno della Comunità Europea, comporta, di fatto, l’impossibilità di ricostruire la filiera di approvvigionamento della merce ed, in ultimo, di verificare che il fabbricante abbia predisposto la documentazione tecnica comprovante la conformità del prodotto stesso con le normative armonizzate comunitarie e nazionali.

rg

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