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Politica | 23 ottobre 2018, 16:51

Regione, i 200 milioni di Finpiemonte finiscono alle imprese a sostegno dell'economia piemontese

Reschigna: "Così rimettiamo in moto risorse importanti"

Regione, i 200 milioni di Finpiemonte finiscono alle imprese a sostegno dell'economia piemontese

 

Oltre 200 milioni di euro di fondi Finpiemonte verranno reinvestiti a sostegno dell’economia piemontese. Lo ha deciso oggi il Consiglio regionale del Piemonte, che ha approvato al'unanimità dei votanti (27 sì e 10 non votanti) il disegno di legge che da un lato si adegua ai rilievi governativi sulla modalità tecnica della cessione dei crediti della finanziaria alla Regione Piemonte, dall'altro approva come allegato la tabella che indica puntualmente i settori di intervento.

Come si legge nella relazione di maggioranza svolta da Andrea Appiano (Pd), per le attività culturali ci sono 8,5 milioni di euro, per il turismo 18,25, mentre per l’ambiente saranno destinati 5,4 milioni. Alle politiche sociali e della famiglia andranno 8,3, e la parte più rilevante andrà allo sviluppo economico e competitività con oltre 141 milioni così suddivisi: industria pmi e artigianato 113 milioni, commercio e tutela consumatori 17,3 milioni, ricerca e innovazione 11 milioni. Lavoro e formazione otterranno 13 milioni mentre alle fonti energetiche sono destinati 5 milioni.

La nuova legge inserisce la modifica quindi nella norma che dispone la cancellazione dall’albo degli intermediatori finanziari di Finpiemonte Spa e che libera la somma di 200 milioni mediante la riduzione del capitale sociale della partecipata regionale che si attesta a 156 milioni. "Poniamo rimedio ad un errore del passato – ha rilevato la relatrice di minoranza Francesca Frediani (M5S) – quando la Giunta decise di trasformare Finpiemonte in una banca nonostante i nostri rilievi, ma questo non è sufficiente, dobbiamo trasformare questo errore in una opportunità. Abbiamo chiesto di poter esaminare insieme in Consiglio questa tabella generica per partecipare alla discussione sulla suddivisione dei fondi. Nei nostri atti d’indirizzo collegati, abbiamo già dato delle indicazioni come nel caso dell’esigenza di promuovere con adeguati investimenti il turismo sostenibile, la valorizzazione del territorio e delle aziende che svolgono attività 'green'".

"L’approvazione del disegno di legge 329 è un momento molto importante perché permette di rimettere in moto risorse cospicue (200 milioni di euro) nel sistema economico piemontese", ha spiegato il vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna. "Questa amministrazione prima ha recuperato i vecchi fondi rotativi di FinPiemonte, che nella scorsa legislatura erano rientrati ed erano stati utilizzati per garantire equilibri di bilancio sulla spesa corrente.  Ora, con questo nuovo provvedimento, saniamo il problema apertosi con il governo per questioni tecniche e avviamo una grande operazione di sostegno al nostro sistema economico".

"Tornano alle imprese piemontesi i 200 milioni di euro che Chiamparino voleva usare per fare di Finpiemonte una banca. Non è certo un regalo del PD al tessuto produttivo del Piemonte, ma la restituzione di quanto dovuto", ha invece commentato il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle. "Una marcia indietro diretta conseguenza del fallimento di Chiamparino e Reschigna: volevano una nuova Banca ma non si sono accorti che un loro uomo faceva sparire 11 milioni di euro dalle casse di Finpiemonte. Toccherà alla magistratura fare piena luce su questa torbida vicenda, ma non c'è dubbio che le responsabilità politiche siano tutte del PD e di Chiamparino".

 

Daniele Angi

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